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Il rapporto fra Giovanni Arpino e Bra è un rapporto particolare: Arpino conosceva profondamente Bra e le persone che la abitavano. La piazza, le vie, i caffè, sono ancora ben visibili e riescono in parte a ricreare l'atmosfera del periodo

Bra, foto d'epoca

La Bra di cui parla Arpino è una città di provincia dove tutto scorre regolare, scandito, predestinato. L'unico miraggio di un cambiamento è il trasferimento a Torino, una città che però è anche luogo di fatica, la meta che ogni giorno i pendolari della Zizzola devono raggiungere.

Con neanche cinque litri di benzina il forestiero può arrivare a Bra da Torino, andando sempre diritto. La strada l'hanno asfaltata di recente, corre liscia lungo il bordo delle colline e ci sono bei rettilinei per lanciare la macchina e boschetti di albero anche, dove, se avete la ragazza, potete fermarvi un momento in pace.

Ai tempi di mio nonno i carri delle verdure facevano questa strada, partendo il pomeriggio dal paese per arrivare sui mercati di Torino il mattino dopo, e anche mandrie di buoi e vitelli camminavano nelle notti coi paesani dietro che li guidavano verso le piazze di Francia.

Giovanni Arpino
da "Regina di cuoi"





Adesso il paese è rotolato giù dalla collina come una manciata di biglie, e ogni giorno si allarga e si slunga nella pianura, con ciminiere e osterie col gioco di bocce e orti. E case hanno fatto dove una volta venivano solo funghi.

Giovanni Arpino
da "Regina di cuoi"




NOTA: Questa sezione sui luoghi citati da Arpino contiene alcune fotografie d'epoca (fine '800 - inizi '900) della città di Bra:si precisa che tali immagini costituiscono un arricchimento per la documentazione sui cambiamenti paesaggistici intervenuti nella città di Bra nel tempo e non rappresentano il periodo storico e le atmosfere narrate da Arpino nelle sue opere.