I muratori partivano ancor prima di lui durante la buona stagione, con l'accelerato delle quattro. Molti operai venivano dalla campagna, arrivavano alla stazione dopo un'ora o più di bicicletta da Cervere, Pollenzo, da borgate e cascine perdute. E tutti, preso posto sul treno, infilavano la testa nel fazzoletto o nella sciarpa e si addormentavano di colpo. Dormivano fino a Moncalieri e qui, come se in ogni testa avesse suonato la sveglia, spuntavano fuori dai fazzoletti e dalle sciarpe, aprivano le borse per fare un po' di colazione, un boccone di pane e formaggio o pane e frittata, una sorsata di vino. I più vecchi avevano zucche secche per il vino, i giovani bottiglie, fiaschetti.
Il treno intanto passava il Po, livido a quell'ora, imboccava l'entrata di Porta Nuova, a Torino .Una corsa sotto i portici per raggiungere il tram e via in fabbrica o in cantiere.
Giovanni Arpino
da "Gli anni del giudizio"