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E’ il comune più importante del romanzo I Sanssossi. E’ il paese natale di Augusto Monti e dove è attualmente sepolto assieme al padre.
E’ anche luogo in cui Bartolomeo Monti ha trascorso gli ultimi periodi della sua vita e dove per molti anni ha gestito il mulino. Il Castello medievale, un tempo Abbazia caratterizza il centro storico di Monastero.
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Monastero era un paese di commercio, magnifico.
Augusto Monti
da "I Sanssossì"
(Un savio Natano monferrino)
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Una volta da Torino a Monastero Bormida terricciuola fra Langhe e Basso Monferrato andarci era un’impresa, un’impresa disperata: dovevi da Torino prender la linea di Cuneo; a Cavallermaggiore discendere; a questa stazione una due ore aspettare quel treno che veniva da Moretta ed andava ad Alessandria; il quale treno arrivava con suo comodo, ti caricava e ti deponeva poi, dopo un altro par d’ore, a Canelli; di dove, per giungere a destinazione, non avevi più che a farti tre ore di stradone a piedi, su per Cassinasco, giù per Bubbio, avanti in piano fino a Monastero: ottanta chilometri tutto sommato, e tu impiegavi a percorrerli una giornata intera.
Augusto Monti
da "I Sanssossì"
(Nelle Langhe la <morgue> era la <morba>)
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Monastero, el Monastè, la singolare terra posta fra Monferrato e Langhe, che tiene il castello in basso e il borgo in alto alla viceversa di tutte l’altre vicine: ma il castello a primo primis era un monastero, e la torre un campanile, e quel casone lassù lo chiamavan tuttora <il convento>, e su per la Tatorba certe macerie tra i rovi sono gli avanzi, narrano, d’un ritiro di donne; - e nel sangue della gente qualche cosa n’è rimasto, - aggiunge il vicino gli uomini così circospetti, e tanto facili le donne; - gelosie.
Augusto Monti
da "I Sanssossì"
(La fine si avvicina)
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Son tre anni e passa che non sono stato a Monastero. Così un bel posto! Con quella piana, e i monti discostati, riparata ed aperta (...) Anche mio padre buonanima ci aveva fatto all’amore... Poi… andò come la andò. Il prato Lungo, in Casà, dove la Bormida gira, che terre! Le rividi, dico, tre anni fa. Era di questa stagione, verso Pasqua. Dal Pian del Monte guardar giù: gli alberi fioriti, quel verde: uno specchio di mare all’aurora pareva. Tutto dei Della Rovere, prima… poi, tutto dei Polleri; n’aveva fatto dei progressi; era una gerbaia prima… ma, c’era margine ancora. Come sono tenute ora?
Augusto Monti
da "I Sanssossì"
(Un savio Natano monferrino)
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