Ora tu vai a letto. Domattina dormirai. Dopodomani partirai per Monastero. Ha scritto la Nina che la vendemmia ha ritardato quest’anno e il tempo è bello e che c’è nella vigna tanta uva bianca non ancora distaccata.
E l’esame?
A far l’esame non ci andrai più!”
(...) E fu così che quell’anno, grazie alla semantica di Papà, il ranocchietto trascorse, è vero, i mesi caldi in città, a non studiar l’aritmetica ed a tradurre gli apologhi delle Letture latine, ma in compenso, inopinatamente, dopo tanto, godette la suprema letizia di passarsi mezzo l’ottobre al suo paese, con la Nina, coccolato e adorato come un bambino Gesù, e di vendemmiare nella vigna di San Rocco l’<uva cortese>, che quell’anno l’aveva aspettato ancora sul tralcio, cortese davvero, dolce come zucchero, dorata e consolatrice.
Augusto Monti
da "I Sanssossì"
(Idealismo <attuale>)