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Vittorio Alfieri: bibliografia completa

Indice:

Bibliografia alfieriana
Edizione Nazionale delle opere
Bibliografia della critica

Bibliografia alfieriana:

Scritti politici e morali: 
Della tirannide
Del Principe e delle Lettere
La Virtù sconosciuta
Panegirico di Plinio a Trajano
L’Etruria vendicata
L’America libera
Parigi sbastigliato
Le Mosche e l’Api
Esquisse du jugement universel
Lettres à un sansguignon
Satire
Il Misogallo

Tragedie:
Filippo
Polinice
Antigone
Virginia
Agamennone
Oreste
Maria Stuarda
Merope
Congiura dei Pazzi
Ottavia
Mirra
Agide
Bruto primo
Don Garzia
Bruto secondo
Rosmunda
Timoleone
Sofonisba
Saul


  
Tragedie postume
Antonio e Cleopatra
Abele
Alceste prima
Alceste seconda
 
Commedie
L´uno
I pochi
I troppi
L´antidoto
La finestrina
Il divorzio

Altre opere:
Vita scritta da esso
Rime 
Epistolario
Estratti d'Ossian e da Stazio per la tragica
Parere sulle tragedie
Appunti di lingua e letterari

Traduzioni:
Sallustio
Eneide
Terenzio
Teatro greco

Edizione nazionale delle opere di Vittorio Alfieri

Il completamento dell’edizione nazionale delle Opere di Alfieri è avvenuto a fine 2004, con il volume di traduzioni da Sallustio, a cura di Patrizia Pellizzari.

Il testo della Guerra di Catilina e della Guerra di Giugurta (questi i titoli alfieriani), come ricorda la Pellizzari, è affidato a tre manoscritti. Il primo è il Laurenziano Alfieri 35, primo in ordine cronologico, apografo del perduto originale torinese del 1776-‘77, fatto copiare dal segretario Polidori nel 1785, corretto da Alfieri lo stesso anno e nel ‘91 e, per ben due volte, nel ‘93; segue il Laurenziano Alfieri 34, autografo, nel quale l’autore, nell’estate del 1793, copia, sui margini dell’edizione latina Baskerville del 1777, donatagli dalla sua compagna, la traduzione che era risultata dalle tornate di correzioni apportate sul Laurenziano 35, introducendovi, però, vari, e talvolta cospicui, rimaneggiamenti; infine, l’ultimo segretario di Alfieri, Francesco Tassi, riportò, nell’attuale ms. 59.X della Bibliothèque Municipale di Montpellier, il testo del Laurenziano 34, con il probabile intento di preparare una copia da avviare alla stampa, postuma. Sono pervenuti, inoltre, tre frammenti, uno del cap. I e uno del cap. XXV di Catilina e uno del cap. LXXXV di Giugurta, conservati presso la Fondazione Centro di Studi Alfieriani di Asti: esigua campionatura superstite di quelle che dovettero essere prove in brutta copia, condotte prima di intervenire sul Laurenziano 34. (1)

L’edizione nazionale delle Opere di Vittorio Alfieri fu avviata nel 1951, con l'edizione critica della Vita scritta da esso, a cura di Luigi Fassò, in due volumi, il secondo contenente la prima redazione inedita e altri scritti autobiografici. Seguirono, lo stesso anno, il primo volume degli Scritti politici e morali, a cura di Pietro Cazzani (contenente i trattati Della Tirannide, Del Principe e delle Lettere, La Virtù sconosciuta, Panegirico di Plinio a Trajano) e, con cadenza annuale, i primi volumi delle tragedie, Filippo (1952), Polinice e Antigone (‘53), Virginia (‘55) ecc., in contemporanea ai tre volumi delle Commedie, a cura di Fiorenzo Forti, dal ‘53 al ‘58, e a quello delle Rime, a cura di Francesco Maggini, del ‘54. (2)

La pubblicazione proseguì con regolarità e rigore scientifico negli anni Sessanta, annoverando grandi nomi degli studi letterari, da Lanfranco Caretti a Piero Camporesi, con il primo volume dell’Epistolario, a cura, appunto, di Caretti nel ‘63, contenente le lettere degli anni 1767-‘88; il secondo volume degli Scritti politici e morali, ancora a cura di Cazzani, nel ‘66; le tragedie Agamennone e Oreste nel ‘67, Merope e Congiura de' Pazzi nel ‘68; gli Estratti d'Ossian e da Stazio per la tragica, a cura di Camporesi, nel ‘69. (3).
La collazione degli autografi consente di fornire, oltre al testo definitivo, idee, stesure, prime verseggiature: a questi criteri si rifanno anche i volumi successivi.

Gli anni Settanta, particolarmente intensi, vedono la pubblicazione di un folto numero di tragedie, dalla Maria Stuarda del ‘70 all’Ottavia (‘73), Mirra (‘74), Agide, Bruto Primo e Don Garzia (‘75), Bruto Secondo (‘76), Rosmunda (‘79), oltre ai volumi del Parere sulle tragedie e altre prose critiche (‘78) e all’Abele, nella serie dei volumi delle Tragedie postume (sempre ‘78). (4)

Gli anni Ottanta vedono il completamento del progetto relativo alle Opere alfieriane, con gli ultimi tre volumi delle tragedie, Timoleone (‘81), Saul (‘82) e Sofonisba (‘89); altri due volumi di Tragedie postume, l'Antonio e Cleopatra (‘80) e le Alcesti (‘85); con il terzo volume degli Scritti politici e morali, a cura di Clemente Mazzotta, comprendente 1’Esquisse, le Satire, Il Misogallo (‘84); il secondo (‘81) e il terzo volume (‘89) dell’Epistolario, da parte di Lanfranco Caretti, corredato da un indice analitico che consente di attraversare i tre volumi alla ricerca di luoghi e personaggi della biografia umana e intellettuale di Alfieri: prezioso strumento di conoscenza, in grado di offrire un diagramma completo delle aspirazioni, problematiche, contraddizioni dell'uomo e del poeta, all'interno di quella “Contea” della “Poesia” che egli riconosceva, in una delle ultime lettere a Giulia, il 4 febbraio 1803, come patria ideale. (5)
Come Caretti ha sottolineato nell’intervento nel quarto volume degli “Annali Alfieriani” dal significativo titolo Due lettere alfieriane tra inedito e romanzesco, l’edizione nazionale dell’Epistolario segue con rigore “criteri conservativi”, limitandosi “a regolarizzare gli accenti e a riordinare con discrezione la punteggiatura, (...) conservando nello stesso tempo tutte quelle forme che risalgono agli usi settecenteschi”. I testi sono forniti di un apparato che registra “tutte le lezioni rifiutate dal poeta e tuttavia leggibili sotto il segno di cassatura”. (6)
In particolare, l’edizione del terzo volume dell’Epistolario, nell’ ’89, abbraccia gli ultimi anni di vita dell’autore (da una lettera al Caluso del 2 gennaio 1799, alle ultime da Firenze, successive all’agosto 1803) e segna un momento molto significativo per la vita editoriale del Centro, colmando un vuoto negli studi alfieriani, completando un progetto di grande impegno e interesse, sostenuto per decenni con rigore ed entusiasmo, attraverso la ricerca sistematica presso archivi nazionali e biblioteche, fondi bibliografici e privati collezionisti: ricerca che rese possibile il reperimento di testi inediti e l’identificazione della sede di autografi di testi editi; la collazione fra autografi e precedenti edizioni a stampa (come quella del Mazzatinti, presso Paravia, del 1903); interventi oculati, integrazioni ed emendamenti, ferma restando la perdita del carteggio amoroso fra il poeta e l’Albany - forse distrutto dall’esecutore testamentario del Fabre, tale Gache - e delle lettere disperse durante la fuga da Parigi.
Negli anni Ottanta hanno visto la luce tre dei quattro volumi delle Traduzioni, a cura di Marziano Guglielminetti, Maria Rosa Masoero e Claudio Sensi, 1’Eneide (‘83), il Terenzio e il Teatro greco (‘84), oltre al volume degli Appunti di lingua e letterari, dell’ ‘85, a cura di Marco Sterpos e Gian Luigi Beccaria, volume che, nella prima parte, pubblica quel “vocabolarietto domestico dell’uso toscano”, redatto secondo criteri per lo più casuali e contenuto nel ms. miscellaneo della Laurenziana (cc. 9-31), parzialmente trascritto dal Tassi in una copia manoscritta posseduta dalla Biblioteca di Montpellier, preziosa testimonianza dello sforzo di Alfieri di imparare a Firenze il toscano letterario, percorrendo l'itinerario dal “noto” del francese e del piemontese all’ “ignoto”, appunto, del toscano, attraverso una selezione di lemmi appartenenti, per lo più, all’ambito semantico colloquiale (con voci relative ai cibi, alla cucina, al mondo contadino, ai giochi, ai cavalli e locuzioni proverbiali). (7)

Nel 1997 viene pubblicato dall'editore Mauro Baroni di Viareggio (inserito nell’edizione nazionale delle opere) il volume delle Concordanze della Vita di Vittorio Alfieri, a cura di Stefania De Stefanis Ciccone dell’University of British Columbia (Vancouver, Canada) e Par Larson, realizzato con un contributo triennale del Consiglio Nazionale delle Ricerche e con un contributo biennale del Social Sciences and Humanities Research Council of Canada (8)

Terminata l’edizione delle Opere, mentre si prevede la riedizione di alcuni volumi, si sta lavorando da anni ai volumi in più tomi di strumenti, riguardanti la bibliografia della critica e delle opere, la ricostruzione ideale della biblioteca (o delle biblioteche disperse) di Alfieri, testi sparsi e addenda.

TUTTI I VOLUMI SONO IN VENDITA

NOTE

1 – Traduzioni, vol. 1°, Sallustio, a cura di P. Pellizzari, due tomi di complessive pp., Asti, Casa d’Alfieri, 2004. Come tutti gli altri volumi, è in vendita e può essere ordinato presso Asti Libri, di Enzo Bussi: ebussi@astlibri.com

2 - Vita scritta da esso, vol. 1 (edizione critica definitiva); vol. 2°, a cura di L. Fassò, 1951 (prima redazione inedita della Vita, Giornali, Annali e documenti autobiografici), p. 320; Scritti politici e morali, vol. 1°, a cura di P. Cazzani, 1951, pp. XXXVII-514 (Della Tirannide, Del Principe e delle Lettere, La Virtù sconosciuta, Panegirico di Plinio a Trajano); Tragedie, vol. I, Filippo, a cura di C. Jannaco, 1952, pp. LXVIII-456; vol. 2°, Polinice, a cura di C. Jannaco, 1953, pp. 364; vol. 3°, Antigone, a cura di C. Jannaco, 1953, pp. 300; vol. 4°, Virginia, a cura di C. Jannaco, 1955, pp. 324; Commedie, a cura di F. Forti, vol. 1°, L’Uno – I Pochi, 1953, pp. LXVIII - 436; vol. 2°, I Troppi – L’Antidoto, 1953, pp. XXIV-480; vol. 3°, La Finestrina – Il Divorzio, 1958, pp. XVI-304; Rime, a cura di F. Maggini, 1954, pp. XXVIII-364.

3 - Epistolario, vol. 1°, a cura di L. Caretti, 1963, pp. XX-430 (lettere dal ); Scritti politici e morali, vol. 2°, a cura di P. Cazzani, 1966, pp. XXXIV-234 (L’Etruria vendicata, L’America libera, Parigi sbastigliato, Le Mosche e l’Api); Tragedie, vol. 5°, Agamennone, a cura di C. Jannaco e R. De Bello, 1967, pp. 282; vol. 6°, Oreste, a cura di R. De Bello, 1967, pp. 338; vol. 10°, Merope, a cura di A. Fabrizi, 1968, pp. XX-202; vol. 12°, Congiura de’ Pazzi, a cura di L. Rossi, 1968, pp. 316; Estratti d’Ossian e da Stazio per la tragica, a cura di P. Camporesi, 1969, pp. XLII-630.

4 - Tragedie, vol. 11°, Maria Stuarda, a cura di R. De Bello, 1970, pp. 310; vol. 8°, Ottavia, a cura di A. Fabrizi, 1973, pp. 336; vol. 18°, Mirra, a cura di M. Capucci, 1974, pp. 234; vol. 15°, Agide, a cura di R. De Bello, 1975, pp. 212; vol. 17°, Bruto Primo, a cura di A. Fabrizi, 1975, pp. 222; vol. 13°, Don Garzia, a cura di L. Rossi, 1975, pp. 324; vol. 19°, Bruto Secondo, a cura di A. Fabrizi, 1976, pp. 228; vol. 7°, Rosmunda, a cura di M. Capucci, 1979, pp. XXII-342; Parere sulle tragedie e altre prose critiche, a cura di M. Pagliai, 1978, pp. 546; Tragedie postume, vol. 2°, Abele,a cura di R. De Bello, 1978, pp. 236.

5 - Tragedie, vol. 9°, Timoleone, a cura di L. Rossi, 1981, pp. 316; vol. 14°, Saul, a cura di C. Jannaco e A. Fabrizi, 1982, pp. 266; vol. 16°, Sofonisba, a cura di L. Rossi, 1989, pp. 186; Tragedie postume, vol. 1°, Antonio e Cleopatra, a cura di M. Sterpos, 1980, pp. 462; Tragedie postume, vol. 3°, Alceste Prima – Alceste Seconda, a cura di C. Domenici e R. De Bello, 1985, pp. 544; Scritti politici e morali, vol. 3°, a cura di C. Mazzotta, 1984, pp. CLI-522 (Esquisse du jugement universel, Lettres à un sansguignon, Satire, Il Misogallo) ; Epistolario, vol. 2°, a cura di L. Caretti, 1981, pp. XVI-288 (lettere dal 1789 al 1798); vol. 3°, a cura di L. Caretti, 1989, pp. 283 (lettere dal 1799 al 1803).

6 – L. Caretti, Due lettere alfieriane tra inedito e romanzesco, “Annali Alfieriani”, IV, Asti, Casa d’Alfieri, 1985, pp. 7-12.

7 - Traduzioni, vol. 2°, Eneide, a cura di M. Guglielminetti, M. R. Masoero, C. Sensi, 198, pp• 605; vol. 3°, Terenzio,a cura di M. R. Masoero, 1984, pp. 742; vol. 4°, Teatro greco,a cura di C. Sensi, 1984, pp. CLIX-354; Appunti di lingua e letterari e aggiunte, a cura di M. Sterpos e G. L. Beccaria, 1983, pp. 270.

8 – Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da esso, Testo e Concordanze, a cura di Stefania De Stefanis Ciccone e Par Larson, Viareggio – Lucca, Mauro Baroni editore,1997.


Elenco completo

1. VITA SCRITTA DA ESSO, Vol.primo; a cura di Luigi Fasso' (1951).
2. VITA SCRITTA DA ESSO, Vol.secondo; a cura di Luigi Fasso' (1951).
3. SCRITTI POLITICI E MORALI, Vol.primo (contenente DELLA TIRANNIDE, Del Principe e delle Lettere, La Virtù sconosciuta, Panegirico di Plinio a Trajano; a cura di Pietro Cazzani (1951).
4. SCRITTI POLITICI E MORALI, Vol.secondo; contenente L’Etruria vendicata, L’America libera, Parigi sbastigliato, Le Mosche e l’Api ) a cura di Pietro Cazzani (1966).
5. SCRITTI POLITICI E MORALI, Vol.terzo; (contenente Esquisse du jugement universel, Lettres à un sansguignon, Satire, Il Misogallo) a cura di Clemente Mazzotta (1984).
6. TRAGEDIE, Vol.primo: FILIPPO; a cura di Carmine Jannaco (1952).
7. TRAGEDIE, Vol.secondo: POLINICE; a cura di Carmine Jannaco (1953).
8. TRAGEDIE, Vol.terzo: ANTIGONE; a cura di Carmine Jannaco (1953).
9. RIME; a cura di Francesco Maggini (1954)
10. COMMEDIE: Vol.primo: L'UNO, I POCHI; a cura di Fiorenzo Forti (1953).
11. COMMEDIE: Vol.secondo: I TROPPI, L'ANTIDOTO; a cura di Fiorenzo Forti (1953).
12. COMMEDIE: Vol.terzo: LA FINESTRINA, IL DIVORZIO; a cura di Fiorenzo Forti (1958).
13. TRAGEDIE, Vol.quarto: VIRGINIA; a cura di Carmine Jannaco (1955)
14. EPISTOLARIO, Vol.primo; a cura di Lanfranco Caretti (1963).
15. EPISTOLARIO, Vol.secondo; a cura di Lanfranco Caretti (1981).
16. TRAGEDIE, Vol.quinto: AGAMENNONE; a cura di Carmine Jannaco e Raffaele De Bello (1967).
17. TRAGEDIE, Vol.sesto: ORESTE; a cura di Raffaele De Bello (1967).
18. TRAGEDIE, Vol.undici: MARIA STUARDA; a cura di Raffaele De Bello (1970).
19. TRAGEDIE, Vol.dieci: MEROPE; a cura di Angelo Fabrizi (1968).
20. TRAGEDIE, Vol.dodici: CONGIURA DE' PAZZI; a cura di Lovanio Rossi (1968).
21. ESTRATTI D'OSSIAN E DA STAZIO PER LA TRAGICA; a cura di Piero Camporesi (1969
22. TRAGEDIE, Vol.ottavo: OTTAVIA; a cura di Angelo Fabrizi (1973
23. TRAGEDIE, Vol.diciotto: MIRRA; a cura di Martino Capucci (1974
24. TRAGEDIE, Vol.quindici: AGIDE; a cura di Raffaele De Bello (1975).
25. TRAGEDIE, Vol.diciassette: BRUTO PRIMO; a cura di Angelo Fabrizi (1975).
26. TRAGEDIE, Vol.tredici: DON GARZIA; a cura di Lovanio Rossi (1975).
27. TRAGEDIE, Vol.diciannove: BRUTO SECONDO; a cura di Angelo Fabrizi (1976).
28. TRAGEDIE, Vol.sette: ROSMUNDA; a cura di M.Capucci (1979).
29. TRAGEDIE, Vol.nove: TIMOLEONE; a cura di Lovanio Rossi (1981).
30. TRAGEDIE, Vol.sedici: SOFONISBA; a cura di Lovanio Rossi (1989).
31. TRAGEDIE, Vol.quattordici: SAUL, a cura di Carmine Jannaco e Angelo Fabrizi (1982).
32. TRAGEDIE POSTUME, Vol.primo: ANTONIO E CLEOPATRA; a cura di M.Sterpos (1980).
33. TRAGEDIE POSTUME, Vol.secondo: ABELE; a cura di Raffaele De Bello (1978
34. TRAGEDIE POSTUME, Vol.terzo: ALCESTE PRIMA-ALCESTE SECONDA
35. PARERE SULLE TRAGEDIE e altre prose critiche; a cura di M.Pagliai (1978).
37. TRADUZIONI, Vol.secondo: ENEIDE; a cura di M.Guglielminetti, M.Masoero, C.Sensi (1983).
38. TRADUZIONI, Vol.terzo: TERENZIO; a cura di M.Masoero (1984).
38bis. TRADUZIONI, Vol.quarto: TEATRO GRECO; a cura di C.Sensi (1984).
39. APPUNTI DI LINGUA E LETTERARI e aggiunte; a cura di M.Sterpos e G.L.Beccaria (1983).
40. EPISTOLARIO, Vol.terzo; a cura di Lanfranco Caretti (1989).
41. TRADUZIONI, Vol. primo: SALLUSTIO; a cura di P. Pellizzari (2004)

In Preparazione:

- BIBLIOGRAFIA ALFIERIANA, Vol.primo: CATALOGO SISTEMATICO DEI MANOSCRITTI ALFIERIANI; a cura di F.Di Benedetto.
- BIBLIOGRAFIA ALFIERIANA, Vol.secondo: LE EDIZIONI; a cura di W.J.Van Neck.
- LA BIBLIOTECA DI VITTORIO ALFIERI, a cura di W.J.Van Neck e C.Domenici.


  


Bibliografia della critica

(a cura di Carla Forno)


“ANNALI ALFIERIANI”
Il primo numero della rivista risale al 1942. A prescindere dall’introduzione di Vincenzo Buronzo, relativa al Contenuto politico del programma d’azione del Centro (fondato con Regio decreto nel 1937), colpisce l’apertura a contributi relativi alla presenza di Alfieri nelle letterature straniere, con due saggi, di Parducci, sulle traduzioni spagnole delle tragedie, e di Rossi, sul rapporto di Alfieri con il Portogallo. Caretti anticipava le riflessioni su una “nuova edizione dell’Epistolario”, rifacendosi alle edizioni precedenti, dal Teza al Milanesi, al Mazzatinti, nella convinzione che una nuova edizione dovesse richiedere “una lettura spassionata e penetrante”. Seguiva una sezione riservata agli “Alfieriani”, con interventi di Cazzani (su Carducci e Alfieri), Ciravegna (su Bodoni e Caluso) e Barolo (sul Caluso e il cardinale Stefano Borgia). Chiudeva la Rassegna Alfieriana 1940 di Cazzani. (1)

Il secondo numero riproduceva una struttura sostanzialmente analoga, (2) mentre, introducendo il terzo, a circa quarant’anni di distanza, nel 1983, Luigi Firpo, allora presidente del Centro, annotava: “Sappiamo tutti che da allora molte cose sono accadute, nel mondo delle lettere e nella nostra tormentata storia civile, ma poiché neppure l’ombra ci può sfiorare di un sospetto di nostalgia, possiamo con sereno animo rivendicare la sola continuità che ci sta a cuore, che è quella degli studi. (…) e fa persino sorridere il ripensare al gesticolante gerarca che pretese di definire il ‘contenuto politico del programma d’azione del Centro’, quasi che ogni serio lavoro di indagine non fosse per sua stessa natura un ‘far politica’ e come se fosse possibile accostarsi all’Alfieri poeta e pensatore senza sentirsi avvampare dal fuoco della sua politica passione”.
Diventa dominante l’intento di pubblicare “le relazioni scientifiche, i rendiconti critici e bibliografici, i reperti documentari, dando conto dell’Edizione Nazionale”. Secondo questo progetto, si succedono i contributi di Fabrizi sui rapporti fra Alfieri e Marino; Filippo Di Benedetto su piccoli inediti e osservazioni varie; Roberto Marchetti, all’epoca direttore del Centro, sul rinvenimento di nuovi manoscritti alfieriani; di Marco Sterpos su una nuova edizione delle rime di Alfieri; di Van Neck su alcune curiosità relative al Saul, comprese le traduzioni in lingua straniera della tragedia. Sempre Van Neck anticipa un filone moderno di ricerca, quello relativo all’iconografia alfieriana, con un saggio sui ritratti di Alfieri al Castello di Masino. Chiudono il volume una nuova rassegna bibliografica, relativa agli anni 1978-’81, e una ricognizione degli eventi culturali dal 1943 (anno del secondo volume della rivista) all’ ‘83. (3)

Il quarto numero vede la luce nell’ ‘85 e pubblica alcune delle relazioni tenutesi nel corso delle Giornate di studio alfieriane di Torino, nel novembre 1980, con interventi di Lanfranco Caretti su due lettere alfieriane; Barberi Squarotti sulle Satire; Joly sulla possibile lettura psicanalitica del teatro alfieriano. Fabrizi procede, come nel numero precedente della rivista, in una lettura interstestuale relativa ai rapporti fra Alfieri e Montaigne, mentre Van Neck amplia la riflessione su temi iconografici, con un'indagine relativa ai due ritratti dei nonni materni, posseduti dal Museo Alfieriano, opera della Clementina, la pittrice Maria Giovanna Battista Bussana, sposata con Giuseppe Bartolomeo Clementi, considerata la migliore ritrattista attiva a Torino. (4)

A dieci anni di distanza, nel ‘95, esce il quinto volume. Segna una tappa importante nella vita del Centro: la prima sezione della rivista contiene contributi di carattere teorico, come quello di Mattioda relativo a una possibile periodizzazione delle teorie della tragedia in Italia, ma si articola soprattutto in una serie di contributi che toccano i diversi aspetti della produzione alfieriana, dalla scrittura diaristica (Arnaldo Di Benedetto) al teatro tragico (Niccolò Mineo), dalla satira (Sterpos) alla commedia (Gorret). Non mancano letture intertestuali, come quella di Camerino (su Alfieri e Virgilio) e letture critiche dei testi, da parte di Paola Trivero (sulla Maria Stuarda) e, in particolare, ancora, da parte di Camerino (sulla Virginia).Viene introdotta la sezione di Varietà, che raccoglie interventi di taglio e contenuto informativo, su ricerche in corso, particolari eventi ecc. (5)

Analoga struttura mantiene, a tre anni di distanza, nel ‘98, il sesto numero, che si organizza fra contributi di carattere metodologico come quelli di Beatrice Alfonzetti (sulla “tipologia dello scioglimento” nelle tragedie alfieriane) e di Guido Santato (con il “saggio d’un commento alle ‘Satire’”) e letture alfieriane: quella di Carla Forno, sulla Cleopatra, e quella di Paola Trivero, sulla Rosmunda. Si amplia la sezione di Varietà, a ospitare aggiornamenti, curiosità, cronologie del teatro alfieriano. (6)

Il settimo numero edito, a un anno di distanza, nel 1999, comprende due saggi di apertura, di Daniela Cutino, sulle “strategie dei personaggi nella ‘Mirra’”, e di Angelo Fabrizi, su Alfieri e Tasso. Rientra nello schema imposto alla rivista la successione di due letture critiche, della Rosmunda, da parte di Stefano Jacomuzzi, e della Sofonisba, da parte di Cristina Barbolani. Sempre ricca di interventi la sezione di varietà. (7)

Il numero otto della rivista, edito nei mesi scorsi, accoglie gli atti del Convegno tenutosi presso l’Università di Padova, su Alfieri e Petrarca, nel novembre 2002, promosso dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni Alfieriane. Gli studi, di Marziano Guglielminetti, Manlio Pastore Stocchi (vicepresidente dell’Ente Nazionale Francesco Petrarca), Giuseppe Velli, Carla Molinari, Guido Santato (coordinatore scientifico del convegno e curatore del volume) approfondiscono l’esame del rapporto con il grande modello petrarchesco, sempre presente ad Alfieri, e segnano un momento di incontro fra le Celebrazioni Alfieriane e quelle del settimo Centenario della nascita di Petrarca. (8)



LA COLLANA “STUDI E DOCUMENTI”
Come si legge nel risvolto di copertina, la collana, fondata dal Centro Nazionale di Studi Alfieriani, affidata all’editore Mucchi di Modena, si è affiancata dal 1993 all’edizione nazionale delle opere di Alfieri e alla rivista “Annali Alfieriani”. Pur privilegiando l’autore, non ha trascurato “la cultura e le figure rappresentative dell’età alfieriana”.

Le scintille del vulcano. Ricerche sull’Alfieri (1993)
E’ il primo volume della collana. Raccoglie, riveduti e arricchiti dal punto di vista bibliografico, saggi su Alfieri pubblicati dal 1964 al ‘91 da Angelo Fabrizi, per anni consigliere del Centro, docente presso l’Università degli Studi di Cassino, studioso, oltre che di Alfieri, di Dante, della letteratura artistica del Seicento, di Gozzi, Foscolo, dei libretti d’opera ottocenteschi, di Manzoni, Saba, Montale.
Si procede dal primo capitolo (La tradizione poetica), che attua una ricognizione nel “laboratorio” della scrittura di Alfieri, per individuarne i rapporti con la tradizione poetica antica e moderna, attraverso un’autentica folla di autori, da Dante a Tasso, da Ariosto a Metastasio al Cesarotti delle Poesie di Ossian, da Racine al Marino, da Seneca al Della Casa, con un netto primato di Petrarca, ai successivi capitoli, che approfondiscono il rapporto di Alfieri con singoli autori, da Montaigne e da altri autori francesi, come Prévost e Voltaire, Helvetius e La Bruyère, ai classici, come Plutarco e Lucano. Al rapporto con i classici è rivolto, in particolare, il Capitolo V (Virgilio), teso a esaminare il problema del complesso rapporto di Alfieri con la poesia virgiliana. Il sesto capitolo della prima parte del volume riguarda, infine, il rapporto fra Alfieri e la musica, che tanta incidenza ebbe nella scrittura alfieriana, se è vero che, come illustra Fabrizi, riflessioni sulla musica si incontrano sia nel trattato Del principe e delle lettere, sia nella Vita, negli scritti critici sulle tragedie e nelle Rime. Parti di canto sono introdotte in alcune tragedie e non mancano “azioni per musica”, come l’Abele. Non stupisce, allora, che nella Biblioteca di Montpellier esista un tardo autografo, su cui Alfieri annotò i tempi musicali per i cinque atti del Bruto primo.
La seconda parte del volume comprende saggi di carattere meno propriamente intertestuale, in cui, al di là della fitta rete di rapporti, riprese, coincidenze, ci si sofferma sull’analisi delle singole opere. Si susseguono i tre capitoli dedicati alle tragedie (Saul, Mirra, Bruto primo) e i due conclusivi, riferiti a una delle commedie (La Finestrina) e all’Epistolario (Le lettere).
Non a caso, l’ultimo capitolo del volume riguarda l’Epistolario (Le lettere) e in particolare il terzo e ultimo volume edito dal Centro. Vi compare un Alfieri “accanitamente e disperatamente (e donchisciottescamente)” volto contro la Rivoluzione, ritenuta responsabile della caduta dei sogni libertari e antitirannici, intesa come causa di tutti i mali. È tuttavia un Alfieri totalmente calato nello studio e nella “frenetica attività creativa”, grazie a quella sua “indole antagonistica” continuamente tesa alla sfida, a confrontarsi con ardui ostacoli per affermare se stessa. (9)

I volumi di Sterpos e Gorret
A riprendere e approfondire singoli temi e motivi, seguono i volumi di Marco Sterpos e Daniele Gorret.
Il primo Alfieri e oltre, opera di Marco Sterpos (da decenni collaboratore del Centro Alfieriano, allievo di Walter Binni, studioso di Machiavelli, Alfieri, Carducci, Pascoli, D’Annunzio), prende in esame alcune tappe fondamentali dell’itinerario alfieriano, muovendo dal “primo Alfieri”, dal “noviziato tragico” alfieriano e dalle prime esperienze letterarie comiche, per approdare, con un contributo a una nuova edizione delle Rime, agli anni della maturità dell’autore, fornendone un ritratto tridimensionale, che affianca all’Alfieri tragico e a quello comico l’Alfieri lirico. Si tratta della pubblicazione di tre saggi e un’appendice, opportunamente aggiornati, in precedenza comparsi in rivista. (10)

Terzo volume della collana, non casualmente dedicato ancora all’Alfieri comico, è Il partito del riderne. La Finestrina e il comico alfieriano di Daniele Gorret, autore di una traduzione dell’Esquisse (1987) e del saggio Il poeta e i mille tiranni (1991), rilettura del Misogallo e reinterpretazione dei complessi rapporti di Alfieri con la rivoluzione francese. Il saggio cerca “di far dialogare la commedia con altre opere degli anni ‘90 (Misogallo, Satire, lettere) nella convinzione che La Finestrina (e tutto il teatro comico) sia l’ultimo capitolo della lunga disperata risposta offerta dall’Alfieri alla Rivoluzione”. Emerge con chiarezza come l’ “intenzione comica” alfieriana, benché il lavoro sulle Commedie occupi solo gli ultimi tre anni di vita del poeta, abbia genesi remota e sia profondamente radicata nella personalità intellettuale dell’autore. Nella ricerca dell’ “utile”, del “divertente”, del “vero”, si colloca il culto per due modelli classici fondamentali benché antitetici, Aristofane e Terenzio, e si dipana la fantasia alfieriana, nel tenace tentativo di colpire i vizi comuni agli uomini di ogni epoca. (11)

I volumi di Lindon e Binni
Seguono, nel ‘95, i volumi di John Lindon, L’Inghilterra di Vittorio Alfieri e altri studi alfieriani (quinto nella collana) e di Walter Binni, in due tomi, Studi alfieriani (sesto e settimo nella collana).
John Lindon, “Reader in Italian Studies” all’University College di Londra, studioso del Foscolo “inglese” e delle relazioni letterarie anglo-italiane in generale, collaboratore di numerose riviste specializzate di letteratura italiana, raccoglie nel volume saggi pubblicati fra il 1980 e il 1995, oltre a due capitoli inediti. Il rapporto di Vittorio Alfieri con l’Inghilterra è “visto in parallelo con l’evolversi (anche sotto l’influsso della pubblicistica inglese, prima quella ‘whig’ e poi quella burkiana) delle posizioni ideologiche dell’Astigiano di fronte alla realtà politica contemporanea”. (12)

Altri due volumi di grande interesse sono quelli di Studi alfieriani di Walter Binni, docente di Letteratura italiana nelle Università di Genova, Firenze e Roma, accademico dei Lincei, direttore della “Rassegna della letteratura italiana”. L’opera raccoglie l’intera produzione alfieriana di Binni, dal saggio giovanile sulla Vita interiore dell’Alfieri alla sintesi monografica della maturità. Percorrendo le pagine, è possibile ricostruire “un ritratto completo della personalità di Vittorio Alfieri, della sua attività di scrittore e del sostrato storico e culturale che la anima”. Come sottolinea il risvolto di copertina, i due volumi “vanno letti anche come esemplare applicazione del metodo storico-critico binniano”. (13)

Da una nuova edizione della Mirra a uno studio sulle Satire
Altro volume di grande interesse della collana, nel ’96, è la nuova edizione della Mirra a cura di Angelo Fabrizi. Nelle note, Fabrizi instaura un dialogo fittissimo con il testo alfieriano, introducendo il lettore nel “laboratorio” del poeta, dipanando una matassa intricata di citazioni e richiami: lavoro minuzioso, che conferma il livello estremo di raffinatezza nell’elaborazione del verso e di capacità di recupero e riutilizzo, da parte di Alfieri, di fonti diverse, da Dante a Petrarca, da Ariosto a Tasso, Montaigne, ecc.
Questa lettura della tragedia, che riannoda i fili di un tessuto così fitto, è preceduta da una ricca Introduzione, articolata in più momenti: Il tempo della Mirra, relativo agli anni 1784-‘86, durante i quali il poeta realizzò idea, stesura e versificazione della tragedia, anni di intensa ripresa della sua attività di scrittore; Il soggetto, in riferimento alla fonte, quei versi delle Metamorfosi di Ovidio ricordati nella Vita (IV, 14); Lingua e stile, relativo allo “stile letteratissimo” di Alfieri, in possesso di una propria coerenza e “inconfondibile fisionomia”; La critica, ricostruzione delle molteplici interpretazioni della tragedia. Ultimo momento dell’Introduzione, di grande interesse, è quello relativo alle Recite e interpretazioni sceniche. Completano il volume una Cronologia della vita e delle opere di Vittorio Alfieri, estremamente dettagliata, e una ricca Bibliografia, riguardante sia le edizioni della tragedia che gli studi critici, senza tralasciare, ancora una volta, la ricognizione su recite e interpretazioni sceniche, le storie letterarie e del teatro, i repertori bibliografici su tutte le opere ecc. (14)

A pochi mesi di distanza, è edito il volume L’altro Alfieri. Politica e letteratura nelle Satire, di Giulio Carnazzi, dell’Università di Milano, studioso di aspetti e tendenze della letteratura satirica e autore di saggi sulla narrativa del secondo Ottocento. Il volume, che muove dal presupposto dell’unitarietà della produzione satirica di Alfieri, benché diluita nell’arco di un ventennio, dal 1777 al ‘97, pone in risalto l’impegno politico di Alfieri nella trattazione di temi sociali, nel tentativo di approdare a una “diagnosi politica e ideologica delle cause della decadenza e della crisi italiana. Cause remote e strutturali, radicate nel costume e nella vita sociale”. Carnazzi svolge un discorso rigoroso con tono accattivante, in pagine di gradevole lettura. (15)

Altri volumi non dedicati ad Alfieri (o non solo ad Alfieri) fanno parte della collana, da quello di Ettore Bonora, Dall'Arcadia al Leopardi. Studi di letteratura italiana, nel 1997, a Il mestiere della metafora. Giuseppe Baretti intellettuale e scrittore di Bartolo Anglani, dello stesso anno, fino ai due volumi di Tragedie del Settecento, a cura di Enrico Mattioda, del 1999; alle Memorie di Pietro Verri, a cura di Enrica Agnesi, del 2001; al recentissimo Letteratura italiana del secondo Settecento di Guido Santato, raccolta di studi pubblicati fra il 1996 e il 2000, momenti di indagine di autori e opere (da Pietro Verri a Beccaria, da Parini a Melchiorre Cesarotti, all’Alfieri viaggiatore), particolarmente significativi nel “complesso e variegato quadro della transizione dall’Illuminismo al Romanticismo”. (16)

La seconda serie della collana, mutata veste grafica nel 1999, dedica ad Alfieri altri volumi di grande interesse, due nel ‘99 e uno nel 2003.
Studi sulle lettere alfieriane
Escono nel ‘99 gli Studi sulle lettere alfieriane di Lanfranco Caretti, a cura di Angelo Fabrizi e Clemente Mazzotta, omaggio affettuoso allo studioso scomparso nel novembre del ‘95, nel ricordo della sua “prodigiosa vitalità intellettuale”. Il volume ripropone ventidue contributi di Caretti di argomento alfieriano, ripresi dalla più recente tradizione a stampa, una scelta fra i tanti contributi frutto delle “appassionate e ininterrotte ricerche intorno all’epistolario del poeta”, lavoro di una vita, condotto con “pazienza ostinata”. (17)

Tra mito palinodia. Itinerari alfieriani
Ancora nel ‘99 la collana si arricchisce del volume di Guido Santato Tra mito e palinodia. Itinerari alfieriani, che raccoglie, sottoposti ad “ampia e sistematica revisione”, gli studi alfieriani pubblicati in rivista o in edizioni miscellanee durante vent’anni di ricerca, dal 1978 al ‘98, consentendo di delineare 1’ “itinerario artistico e intellettuale alfieriano”. (18)

Virtuosa guerra di verità. Primi studi su Alfieri in Spagna
L’ultimo volume della collana, uscito a gennaio del 2003, rimanda al primo volume degli “Annali alfieriani”, saldando circolarmente oltre sessant’anni di studi. Il volume di Cristina Barbolani, docente all’Università Complutense di Madrid, raccoglie infatti saggi scritti attraverso gli anni 1986-2002, relativi alla conoscenza e diffusione dell’opera di Alfieri in Spagna, alcuni già apparsi in spagnolo in miscellanee e riviste, tradotti in italiano, modificati e uniti ad altri inediti o già pubblicati in italiano. Il titolo, tratto da un passo del trattato Del principe e delle lettere (III,4), allude al fatto che molti degli “alfieristi spagnoli” studiati abbiano meditato sui testi alfieriani durante la persecuzione o il confino, nel difficile periodo storico che vide “sorgere il liberalismo e il costituzionalismo dalla guerra di Indipendenza contro l’invasore francese” . (19)



ALTRE PUBBLICAZIONI RECENTI
Fra le pubblicazioni realizzate in collaborazione con altri enti, si ricordano, in particolare:

Vittorio Alfieri. Ritratti incisi
Nel 1999, in occasione dell’avvio delle celebrazioni per il duecentocinquantesimo anniversario della nascita di Alfieri e del contemporaneo smantellamento del Museo Alfieriano, in vista dei lavori di ristrutturazione dei locali di Palazzo Alfieri, sede del Centro, in collaborazione con il Rotary Club di Asti, viene stampato il volume Vittorio Alfieri. Ritratti incisi, a cura di Gianni Carlo Sciolla e Roberta D’Adda, relativo all’iconografia alfieriana nella raccolta di stampe possedute dal Centro Nazionale di Studi Alfieriani, cospicua e interessante collezione di incisioni ritrattistiche dell’Alfieri, ricollegabili ai grandi ritratti dipinti di Fabre, da quello di Asti, a quelli di Firenze e Montpellier. (20)

L’incisione in scena
Lo stesso anno, viene pubblicato, in collaborazione con i “Cavalieri delle Terre di Asti e del Monferrato”, il volume L’incisione in scena. Tragedie di Vittorio Alfieri illustrate da Guido Gonin, a cura di Carla Forno. Il libro intende fornire uno strumento di lettura delle tragedie alfieriane attraverso le immagini, riproponendo l’apparato iconografico delle Tragedie di Vittorio Alfieri, realizzato da Gonin, nell’edizione Sonzogno del 1870, tipico esempio di editoria popolare ottocentesca, tesa a una più efficace divulgazione. Il testo, presenta 66 tavole, tre per ogni tragedia, più una di apertura con il ritratto di Alfieri e mira a porre in risalto le peculiarità delle incisioni di Gonin attraverso il rapporto fra elementi letterari, teatrali, iconografici, incrociando verso, incisione, teatro. (21)

Il “fidato” Elia. Storia di un servo e di un conte
In collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni Alfieriane e la Provincia di Asti, il volume di Carla Forno è stato pubblicato nella primavera del 2003, muovendo dagli studi di Lanfranco Caretti, che, concludendo il capitolo dedicato a Il ‘fidato’ Elia, dopo aver rivolto particolare attenzione alle lettere del servo di Alfieri, coglieva nel “modesto ‘taccuino’” del cameriere piemontese “più schietto sapore inventivo e autentiche qualità narrative di taluni epistolari di nostri aristocratici viaggiatori del Settecento, spesso distratti o pedanteschi o anche provinciali e inesperti, cioè soltanto noiosamente libreschi”.
Nell’intraprendere questa ricerca, ci si è posti l’inevitabile domanda circa la reale figura di Francesco Elia, al di là della sua personalità letteraria, nelle pagine di Alfieri, risalendo alla documentazione d’archivio circa quel Giovanni Antonio Francesco Elia, nato a Ferrere d’Asti nel 1730, vissuto a Ferrere fino al 1746, per passare poi al servizio del cavaliere Pellegrino Alfieri (1704-1763), zio paterno di Vittorio, governatore di Cuneo e viceré di Sardegna. Con Pellegrino Alfieri, Elia aveva viaggiato in Italia e all’estero, in Sardegna, Francia, Inghilterra, Olanda, prima di entrare alle dipendenze del giovane Vittorio, padrone impegnativo, “uomo impossibile eppure eccezionale” ( Fedi). Nel gennaio 1785, dopo un periodo al servizio della contessa D’Albany, Elia fu bruscamente licenziato: in realtà, era già stato allontanato dal servizio e rimandato all’Alfieri nell’estate dell’anno precedente, probabilmente a causa delle sue indiscrezioni sulla relazione del poeta con la contessa e sull’incontro dei due amanti a Colmar.
Cercare di incontrare questo personaggio, “enigmatico e intraprendente”, secondo la definizione di Tellini, nella sua realtà storica e letteraria, nei documenti e nelle pagine della Vita, così come nelle lettere, ha significato dipanare la trama del suo rapporto con il celebre padrone, lungo il sottile confine fra verità e finzione, ribaltando parte della biografia del poeta in quella del servo. (22)

Nella Contea della Poesia. Celebrazioni Alfieriane 1999 – 2003
Nato come Catalogo della mostra sul quinquennio di Celebrazioni Alfieriane, allestita da maggio a luglio 2004 presso la sala Le Casane di via Bonzanigo 32, sede operativa della Fondazione, durante il protrarsi del periodo di chiusura dei locali di Palazzo Alfieri, il volume di Carla Forno raccoglie gli articoli pubblicati mensilmente, con ritmo pressoché costante, in particolare sulle pagine dello “Spettatore” e di altre riviste. La cronaca delle celebrazioni, fittamente illustrata, si traduce in occasione di riflessione sul lavoro svolto dal Comitato Nazionale e dalla Giunta esecutiva delle Celebrazioni, presieduti dal Rettore dell’Università di Torino, Rinaldo Bertolino: approfondimento negli studi e rilettura dell’autore, nelle sue diverse valenze, in quanto tragico e comico, lirico e uomo di teatro, interprete delle contraddizioni di un’epoca. Il libro, che è documento, fissa date, luoghi, iniziative: dalle grandi mostre a Firenze, Torino, Parigi, ai convegni di Londra, Madison, Poitiers, Montpellier e Roma, Catania e Padova, Macerata e Verona, ecc. Nelle pagine del libro, la folla di studenti provenienti dalle varie regioni d’Italia per il Certame Alfieriano, insigni studiosi e attori sconosciuti si incontrano e incrociano le loro esperienze. Negli stessi anni, a raccogliere il testimone delle Celebrazioni, il Centro Nazionale di Studi Alfieriani ha portato a compimento la trasformazione statutaria in Fondazione, come previsto da un Decreto Legge del 1999 , a conferma della volontà di guardare al futuro, forti del proprio passato. (23)

NOTE

1 – “Annali Alfieriani”, vol. I, Asti, Casa d’Alfieri, 1942, pp. 280.
2 – “Annali Alfieriani”, vol. II, Asti, Casa d’Alfieri, 1943, pp. 309.
3 – “Annali Alfieriani”, vol. III, Asti, Casa d’Alfieri, 1983, pp. 208.
4 – “Annali Alfieriani”, vol. IV, Asti, Casa d’Alfieri, 1985, pp. 274.
5 – “Annali Alfieriani”, vol. V, Asti, Casa d’Alfieri, 1994, pp. 189.
6 – “Annali Alfieriani”, vol.VI, Asti, Casa d’Alfieri, 1998, pp. 210.
7 – “Annali Alfieriani”, vol. VII, Asti, Casa d’Alfieri, 1999, pp. 182.
8 – “Annali Alfieriani”, vol. VIII, Asti, Casa d’Alfieri, 2005, pp. 137
9 – A. Fabrizi, Le scintille del vulcano (Ricerche sull’Alfieri), Modena, Mucchi, 1993, pp. 428.
10 – M. Sterpos, Il primo Alfieri e oltre, ibidem, 1994, pp. 282.
11 – D. Gorret, Il partito del riderne. La Finestrina e il comico alfieriano, ibidem, 1994 , pp. 150.
12 – J. Lindon, L’Inghilterra di Vittorio Alfieri e altri studi alfieriani, ibidem, 1995, pp. 155.
13 – W. Binni, Studi Alfieriani, voll. 2, ibidem, 1995, pp. 425, 313.
14 – V. Alfieri, Mirra, a cura di A. Fabrizi, ibidem, 1996, pp. 353.
15 – G. Carnazzi, L’altro Alfieri. Politica e letteratura nelle Satire, ibidem, 1996, pp. 151.
16 – E. Mattioda, Teorie della tragedia nel Settecento, ibidem, 1994, pp. 366; E. Bonora, Dall’Arcadia al Leopardi. Studi di letteratura italiana, ibidem, 1997, pp. 282; B. Anglani, Il mestiere della metafora. Giuseppe Baretti intellettuale e scrittore, ibidem, 1997, pp. 381; Tragedie del Settecento, a cura di E. Mattioda, voll. 2, ibidem, 1999, pp. 603, 570; P. Verri, Memorie, a cura di E. Agnesi, ibidem, 2001, pp. 271; G. Santato, Letteratura italiana del secondo Settecento. Protagonisti e percorsi, ibidem, 2003, pp.
17 – L. Caretti, Studi sulle lettere alfieriane, a cura di A. Fabrizi e C. Mazzotta, ibidem, 1999, pp. 240.
18 – G. Santato, Tra mito e palinodia. Itinerari alfieriani, ibidem, 1999, pp. 391.
19 – C. Barbolani, Virtuosa guerra di verità. Primi studi su Alfieri in Spagna, ibidem, 2003, pp.
20 – Vittorio Alfieri. Ritratti incisi. L’iconografia alfieriana nelle stampe del Centro Nazionale di Studi Alfieriani, a cura di G. C. Sciolla e R. D’Adda, volume promosso dal Rotary Club di Asti in collaborazione con il Centro Nazionale di Studi Alfieriani, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 1998.
21 – C. Forno, L’incisione in scena. Tragedie di Vittorio Alfieri illustrate da Guido Gonin, volume promosso dall’Ordine dei Cavalieri delle Terre di Asti e del Monferrato in collaborazione con il Centro Nazionale di Studi Alfieriani, Asti, espansione grafica, 1999.
22 – C. Forno, Il “fidato” Elia. Storia di un servo e di un conte, volume promosso dalla Provincia di Asti, in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni Alfieriane e il Centro Nazionale di Studi Alfieriani, Asti, espansione grafica, 2003.
23 – C. Forno, Nella Contea della Poesia. Celebrazioni Alfieriane 1999 – 2003, Spettattore Libri, 2004



  

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