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parco paesaggistico letterario langhe monferrato roero > autori > beppe fenoglio > bibliografia completa

Bibliografia delle opere di Beppe Fenoglio

Appunti partigiani
1994, pp. XV-95, I coralli, EINAUDI

Appunti partigiani '44-'45
2004, pp. XIV-100, Einaudi Tascabili (Narr. it.), EINAUDI

Diciotto racconti
2006, pp. XXX-246, ET Scrittori, EINAUDI

Epigrammi
2005, pp. XL-154, Collezione di poesia, EINAUDI

I ventitre giorni della città di Alba
2006, pp. XX-150, ET Scrittori, EINAUDI

Il partigiano Johnny
2005, pp. 530, Super ET, EINAUDI

L'affare dell'anima e altri racconti
1980, pp. 209, Nuovi Coralli, EINAUDI

L'imboscata
1992, pp. IV-191, Gli struzzi, EINAUDI
2001, pp. 208, Einaudi Tascabili (Narr.it.), EINAUDI

La malora
1974, pp. V-85, Nuovi Coralli, EINAUDI
2005, pp. 90, ET Scrittori, EINAUDI

La paga del sabato
2006, pp. 160, ET Scrittori, EINAUDI

Lettere
2002, pp. XVIII-208, I coralli, EINAUDI




Opere
edizione critica diretta da M.Corti, collana “NUE Nuova Serie”, Torino, Einaudi, 1978.

Primavera di bellezza
1985, pp. 172, Nuovi Coralli, EINAUDI
2006, pp. XXVIII-186, ET Scrittori, EINAUDI

Quaderno di traduzioni
2000, a cura di M. Pietralunga, pp. XXII-286, Collezione di poesia, EINAUDI

Romanzi e racconti, 2001
pp. LXVI-1800, nuova edizione accresciuta a cura di D.Isella, collana “Biblioteca delle Plèiade”, EINAUDI

Tutti i racconti
2007, pp. XLIV-602, ET Biblioteca, EINAUDI

Un Fenoglio alla prima guerra mondiale
1973, pp. 206, Supercoralli, EINAUDI

Un giorno di fuoco
1988, pp. 177, Nuovi Coralli, EINAUDI
2000, pp. XV-117, Einaudi Tascabili (Narr.it.), EINAUDI

Una crociera agli antipodi
2003, pp. XX-80, L'Arcipelago Einaudi, EINAUDI

Una questione privata
1986, pp. 155, Nuovi Coralli, EINAUDI
2006, pp. LX-132, Super ET, EINAUDI

Bibliografia critica di Beppe Fenoglio
a cura di Paola Gramaglia e Lanfranco Ugona del Centro Culturale “Beppe Fenoglio” di Murazzano.


AA.VV.
Fenoglio inedito
Asti, “ I Quaderni dell’Istituto Nuovi Incontri”, n.4, giugno 1968.

EUGENIO CORSINI
Ricerche sul fondo Fenoglio
in “Sigma”, n.26, giugno 1970.

ITALO CALVINO
Il sentiero dei nidi di ragno
Torino, Einaudi, 1971.

WALTER MAURO
Invito alla lettura di Fenoglio
Milano, Mursia, 1972.

DAVIDE LAJOLO
Fenoglio. Un guerriero di Cromwell sulle colline delle Langhe
Milano, Rizzoli, 1978.

MARIA CORTI
Beppe Fenoglio. Storia di un “continuum” narrativo
Padova, Liviana, 1980.

MARIA ANTONIETTA GRIGNANI
Beppe Fenoglio
Firenze, Le Monnier, 1981.

GINA LAGORIO
Introduzione a B.FENOGLIO, La malora e altri racconti
a cura di G.Lagorio, Torino, Einaudi scuola, 1981.

GINA LAGORIO
Beppe Fenoglio
Camposampiero, Edizioni del Noce, 1983.

MARIA ANTONIETTA GRIGNANI
“La parola a Fenoglio”
in Belfagor, Anno XXXVII, N.3, Firenze, 31 Maggio 1982, pp.337-348.

ROBERTO BIGAZZI
Fenoglio: personaggi e narratori
Roma, Salerno Editrice, 1983.

GIAN LUIGI BECCARIA
La guerra e gli asfodeli
Milano, Serra e Riva, 1984.

AA.VV. Premio Grinzane Cavour
Atti del Convegni Giovani e Letteratura e Beppe Fenoglio 1963-1983. Letteratura e mondo contadino
Torino, SEI, 1985.

FRANCESCO DE NICOLA
Come leggere Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio
Milano, Mursia, 1985.

ELISABETTA SOLETTI
Beppe Fenoglio
Milano, Mursia, 1987.

EDUARDO SACCONE
Fenoglio. I testi, l’opera
Torino, Einaudi, 1988.

FRANCESCO DE NICOLA
Introduzione a Fenoglio
Roma-Bari, Laterza, 1989.

AA.VV.
Beppe Fenoglio oggi.
Atti del convegno di S.Salvatore Monferrato
1989, a cura di Giovanna Ioli, Introduzione di Gian Luigi Beccaria, Milano, Mursia, 1991.

ITALO CALVINO
I libri degli altri
Torino, Einaudi, 1991.

MARIA ANTONIETTA GRIGNANI
Introduzione a B.FENOGLIO, La malora
a cura di M.A.Grignani, Milano, Einaudi scuola, 1991.

GIORGIO BARBERI SQUAROTTI
Le colline, i maestri, gli dei
Treviso, Santi Quaranta, 1992.

MARK PIETRALUNGA
Beppe Fenoglio e la letteratura inglese
Torino, Allemandi, 1992.

BODO GUTHMULLER
“Il racconto ‘Golia’ di Beppe Fenoglio”
in Lettere Italiane, Anno XLIV N.2, Firenze, Aprile-Giugno 1992, pp.300-309.

MARIA ANTONIETTA GRIGNANI
Introduzione a B.FENOGLIO, Una questione privata
a cura di M.A.GRIGNANI, Milano, Einaudi scuola, 1994.

MARISA FENOGLIO
Casa Fenoglio
Palermo, Sellerio, 1995.

ITALO CALVINO
Perché leggere i classici
Milano, Mondatori, 1995.

FRANCO VACCANEO
Beppe Fenoglio: le opere, i giorni, i luoghi:
una biografia per immagini
Torino, Paravia, 1996.




ROBERTO BIGAZZI
Le risorse del romanzo.
Componenti di genere nella narrativa moderna
Pisa, Nistri-Lisci, 1996.

FELICE CAMPANELLO
L’albero che diventò un’aquila
Parma, Guanda, 1997.

ANNA MARIA MAUCERI (a cura di)
Beppe Fenoglio 1922-1997, Repertorio bibliografico
Torino- Alba, Centro Studi Piemontesi – Fondazione Ferrero, 1997.

AA.VV.
Beppe Fenoglio 1922-1997
Atti del convegno, Alba, 15 marzo 1997

a cura di Pino Menzio, introduzione e conclusione di Lorenzo Mondo, Milano, Electa, 1998.

MICHELE BORDIN
Introduzione a B.FENOGLIO, Un giorno di fuoco e altri racconti
a cura di M.BORDIN, Milano, Einaudi scuola, 1998.

GINA LAGORIO
Beppe Fenoglio
Venezia, Marsilio, 1998.

GUIDO GUGLIELMI
La prosa italiana del Novecento II
Torino, Einaudi, 1998.

LUCA BUFANO
Beppe Fenoglio e il racconto breve
Ravenna, Longo Editore, 1999.

PAOLA GRAMAGLIA, LANFRANCO UGONA, MANUELA UGONA
Beppe Fenoglio
Murazzano, Centro Culturale “Beppe Fenoglio”, 1999.

AA.VV.
Posti della Malora
Gruppo Fotografico Albese, Alba, 1999.

PAOLA GRAMAGLIA, LANFRANCO UGONA
Beppe Fenoglio e la natura
Murazzano, Centro Culturale “Beppe Fenoglio”, 1999.

AA.VV.
Una terra. Tre scrittori: Pavese - Fenoglio - Monti
Camerana, E.E. Editoriale Europea, 2000.

AA.VV.
Beppe Fenoglio, l’uomo, lo scrittore
Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, 2000.

AA.VV.
Il partigiano Fenoglio
Roma, Fandango, 2000.

AA.VV.
Beppe Fenoglio, lo scrittore solitario.
La natura, CD-ROM
Murazzano, Centro Culturale “Beppe Fenoglio”, 2001.

GABRIELE PEDULLÀ
La strada più lunga
Roma, Donzelli Editore, 2001.

ALDO AGNELLI
Alba. Langhe. Fenoglio
Boves, Araba Fenice, 2001.

GENO PAMPALONI
Il critico giornaliero
Torino, Bollati Boringhieri Editore, 2001.

MARIA CORTI
Nuovi metodi e fantasmi
Milano, Feltrinelli, 2001.

CLAUDIO MILANINI
Introduzione a B.FENOGLIO, Il partigiano Johnny
a cura di C.MILANINI, Milano, Einaudi scuola, 2001.

AA.VV.
La natura e il mondo contadino in Beppe Fenoglio,
Atti del convegno di Murazzano, 1998
a cura di Paola Gramaglia e Lanfranco Ugona, Murazzano, Centro Culturale “Beppe Fenoglio”, 2002.

AA.VV.
Dossier Fenoglio
a cura di Luca Bufano
in Il caffè illustrato, n.7/8, Roma, luglio-ottobre, 2002.

AA.VV.
Non fatelo con Fenoglio
a cura di Ivana Gallo e Donato Bosca
Boves, Araba Fenice, 2003.

PIERO NEGRI SCAGLIONE
Questioni private
Vita incompiuta di Beppe Fenoglio

Einaudi, Saggi, 2006.


Beppe Fenoglio: LE NOVITÀ IN LIBRERIA




BEPPE FENOGLIO
TUTTI I RACCONTI
Ed. Einaudi 2007, ET Biblioteca, pagine 602, a cura di Luca Bufano, € 15,80

Racconti della guerra civile, Racconti del parentado e del paese, Racconti del dopoguerra, Racconti fantastici: è in base a quest'ordine voluto dallo stesso Fenoglio che vengono qui raccolti per la prima volta tutti i suoi racconti. Oltre alle storie partigiane il cui nucleo tematico fu inaugurato dai Ventitre giorni della città di Alba, la parte piú cospicua del volume è costituita dai racconti «langhigiani», che tra vari progetti occuparono lo scrittore piemontese prima e dopo Il partigiano Johnny. Dietro ad essi sta l'enorme lavoro di Fenoglio, dagli anni Cinquanta fino ai suoi ultimi giorni: i personaggi e le vicende raccontati con un linguaggio vero e preciso penetrano il «mistero» della spietatezza dei rapporti umani e riportano a un paesaggio esistenziale che, attingendo a una memoria parentale o collettiva, rivela stralci di vita di una provincia per sempre perduta. In appendice il Diario e un breve testo velatamente autobiografico.

SOMMARIO:

RACCONTI DELLA GUERRA CIVILE

- I ventritre giorni della città di Alba
- L'andata
- Il trucco
- Gli inizi del partigiano Raoul
- Vecchio Blister
- Un altro muro
- Nella valle di San Benedetto
- Il padrone paga male
- Lo scambio dei prigionieri
- Golia
- War can't be put into a book
- La profezia di Pablo
- L'ora della messa grande
- La prigionia di Sceriffo
- Qualcosa ci hai perso
- Novembre sulla collina di Treiso
- L'erba brilla al sole

RACCONTI DEL PARENTADO E DEL PAESE

- Un giorno di fuoco
- La sposa bambina
- Ma il mio amore è Paco
- Superino
- Pioggia e la sposa
- La novella dell'apprendista esattore
- Quell'antica ragazza
- L'acqua verde
- L'addio
- Il gorgo
- L'esattore
- Ferragosto
- Il paese
- I.
- III.
- XI.
- Il signor Podestà
- L'affare dell'anima
- L'affare Abrigo Capra
- Dopo pioggia
- I discorsi sulle donne
- Nessuno mai lo saprà
- La licenza
- Il mortorio Boeri


RACCONTI DEL DOPOGUERRA

- Ettore va al lavoro
- Nove lune
- L'odore della morte
- Un matrimonio
- Placido Taricco, il giovane progressista
- Ciao, old lion
- Figlia, figlia mia
- La grande pioggia

RACCONTI FANTASTICI

- Una crociera agli antipodi
- Storia di Aloysius Butor
- Il letterato Franz Laszlo Melas
- La veridica storia della Grande Armada

APPENDICE

- Diario 1954
- L'incontro



PIERO NEGRI SCAGLIONE
QUESTIONI PRIVATE
Vita incompiuta di Beppe Fenoglio
Ed. Einaudi 2006, Saggi, pagine VIII-290, € 21

Con scrittura chiara e narrata, e un montaggio quasi cinematografico, Piero Negri Scaglione ci offre non solo la prima biografia di Fenoglio che ricostruisce esattamente la cronologia della sua vita (e delle opere), ma anche un vivido ritratto di Alba, delle Langhe e di un'Italia remota. Tanto che, leggendo queste pagine, sembra di respirare la stessa atmosfera di un inedito romanzo dell'autore del Partigiano Johnny.
«Il piú solitario di tutti noi, Beppe Fenoglio, riuscí a fare il romanzo che tutti avevamo sognato, quando nessuno piú se lo aspettava, Una questione privata». Quando Italo Calvino scrive queste righe è il 1965, Fenoglio è morto due anni prima, a quarant'anni, dopo aver pubblicato tre libri: I ventitre giorni della città di Alba, La malora, Primavera di bellezza. Ma il destino un po' beffardo di essere un autore piú che altro postumo non è l'unico interesse di una vita cosí insolita nel mondo delle lettere italiane.
Beppe Fenoglio nacque ad Alba, nel Piemonte piú profondo e vero, nell'anno della Marcia su Roma, il 1922. Era figlio di un macellaio del centro storico, frequentò il glorioso liceo classico della città perché un maestro elementare ne intuí le doti e sua madre gli credette. Scoprí cosí la letteratura, il teatro, la poesia, soprattutto quella degli autori di lingua inglese, e cominciò presto a creare un mondo immaginario in cui l'amore per la sua terra, le Langhe, si alimentava del fascino per culture e luoghi lontani, nel tempo e nello spazio. Arrivò la guerra, che lo strappò agli studi e gli cambiò la vita. Prima militare (fu allievo ufficiale del regio esercito), poi partigiano, visse fino in fondo l'avventura della nascita della nuova Italia. Tornò alla vita civile con l'unico desiderio di dedicarsi alla scrittura, ma, dovendo trovare un lavoro, finí in una cantina di Alba che produceva vermouth e spumanti. E poi, all'inizio degli anni Cinquanta, il manoscritto di un suo romanzo approda all'Einaudi, sulla scrivania di Italo Calvino.





BEPPE FENOGLIO
EPIGRAMMI
Ed. Einaudi 2005, Collezione di poesia, pagine XL-154, a cura di Gabriele Pedullà, € 13,50

Nel 1961 Fenoglio scrisse una serie di epigrammi sul modello di Marziale. Composti come se fossero tradotti dal latino, e utilizzando nomi propri latini, passano in rassegna uomini e donne di Alba nel dopoguerra, satireggiandone i vizi pubblici e privati. In particolare l'ipocrisia e il cinismo che, sotto il fuoco dell'ironia fenogliana, sono sì fenomeni senza tempo, ma diventano tanto peggiori in quanto colti in un'epoca che, dopo la Resistenza, avrebbe dovuto segnare una svolta etica in tutta la nazione.
Pubblicati postumi nell'edizione critica delle Opere di Fenoglio diretta da Maria Corti, gli Epigrammi sono ora presentati per la prima volta in un volume a sé, con due inediti e un ampio saggio introduttivo di Gabriele Pedullà che colloca questi testi, al di là del divertissement, in relazione all'intero percorso etico-letterario fenogliano.






Le trame di alcune opere di Beppe Fenoglio
Tratto dal libro “ Beppe Fenoglio”
di Paola Gramaglia, Lanfranco Ugona, Manuela Ugona
Centro Culturale “Beppe Fenoglio”- Murazzano, Giugno 2003.


I ventitrè giorni della città di Alba

La pubblicazione nel 1952 de I ventitré giorni della città di Alba segna l’esordio letterario di Beppe Fenoglio.
L’opera comprende dodici racconti: sei di vita partigiana e sei di ambiente contadino.
Il primo, che dà il titolo al libro, narra l’episodio della conquista di Alba, compiuta dai partigiani il 10 ottobre 1944.
Le vicende si susseguono rapide: Fenoglio registra gli avvenimenti quasi con distacco, fermandosi solo, di tanto in tanto, a colorire una descrizione, a definire un carattere o un rapporto umano.
La partecipazione emotiva dello scrittore traspare soprattutto dalle immagini della natura : la pioggia sottolinea il ritmo della narrazione; il fango lievita minaccioso, e il Tanaro, imponente come un dio pagano, domina lo scenario apocalittico e annuncia la disfatta.
La liberazione di Alba dura soltanto ventitré giorni: la città è riconquistata dai fascisti il 2 novembre 1944.
Mentre i nemici, con arroganza, suonano le campane per celebrare la vittoria, i partigiani, dopo un ultimo sguardo alla città sofferente, risalgono sulle colline delle Langhe.
La pubblicazione de I ventitré giorni della città di Alba suscita in alcuni critici una reazione negativa, di sconcerto e disagio.
L’assoluta mancanza di retorica nel racconto è interpretata come dissacrazione della Resistenza.
Sarà tardivo il riconoscimento unanime del valore morale della cronaca oggettiva dell’episodio, narrato da Fenoglio con uno stile scarno e misurato, ma ricco di nuove potenzialità espressive, che suggeriscono al lettore l’orgoglio per le azioni coraggiose dei personaggi e l’umana pietà per le loro debolezze.


La malora

La malora è pubblicata nel 1954, due anni dopo I ventitré giorni della città di Alba.
La vicenda, ambientata nelle Langhe, rievoca il mondo contadino dei primi anni del Novecento; ma la dimensione storica è poco significativa, perché Beppe Fenoglio conferisce ai personaggi, pur drammaticamente vivi, un carattere simbolico.
La “malora” è la malasorte che colpisce una terra avara, abitata da persone prostrate non solo dalla miseria, ma anche dalle ingiustizie della condizione umana.
Il protagonista del romanzo è Agostino Braida, che ricorda i momenti più tragici della sua vita.
La narrazione si apre con l’immagine del cimitero di San Benedetto Belbo, dove è sepolto il padre del ragazzo, e si dilata, nella memoria, agli avvenimenti che precedono e seguono il lutto.
La famiglia Braida vive nell’alta Langa, una zona collinare povera di vegetazione e di acqua: la terra non è fertile e il cibo è scarso.
Agostino abbandona la casa per andare a lavorare, come servitore, al Pavaglione, presso Tobia Rabino, mezzadro di un ricco farmacista di Alba; mentre il fratello Emilio è costretto ad entrare in seminario, dove Agostino lo rivedrà affamato e ammalato di tisi.
Fenoglio descrive un mondo di sfruttati, braccianti e affittatoli, abbruttiti dal lavoro e accomunati dalla lotta per la sopravvivenza; difatti, anche i figli di Tobia non sfuggono alla dura realtà quotidiana della fatica.
Al Pavaglione, i rapporti umani sono rari, condizionati dalla necessità, spesso dominati dalla violenza.
La rigida gerarchia sociale, fondata sul denaro, è accettata fatalisticamente: tutti i personaggi subiscono il loro destino come una condanna alla quale nessuna volontà può sottrarsi.
Solo quando Agostino e Tobia scendono ad Alba, la città dove vive il padrone del Pavaglione, appare il miraggio lontano di un mondo diverso e irraggiungibile.
Ne La malora nessuno si salva dalla maledizione, neppure le donne, che sono sfruttate fino all’esaurimento di ogni energia: esse trascorrono la loro esistenza nel lavoro e nella preghiera, che è la religiosa e istintiva accettazione della sofferenza, l’invocazione di un Dio lontano, inavvertibile.
Nel momento in cui la moglie di Tobia reagisce e chiede comprensione, è già troppo tardi: ormai è malata e consumata dalla fatica.
Solo raramente, nel romanzo, si apre per i personaggi la possibilità di intravedere nella vita una speranza o una corrispondenza di affetti.
Quando Agostino incontra Fede, la ragazza assunta come “servente” per aiutare la padrona malata, la sua monotona esistenza si anima di attese, di sguardi e di momenti intensi, di emozioni quasi irreali. Il ragazzo ritrova in sé energie inaspettate: nonostante il cibo insufficiente, il lavoro gli appare meno duro.
La dolcezza di fede gli restituisce un’allegria e una giovinezza che non ha mai conosciuto. Ma, proprio quando Agostino comincia ad immaginare una vita diversa per entrambi, la ragazza è costretta dai parenti ad un matrimonio d’interesse.
Dopo la partenza di Fede, la vita al Pavaglione diviene insopportabile per Agostino; ma la fortuna sembra, per una volta, volerlo aiutare: egli può tornare a casa, perché il fratello maggiore, Stefano, è assunto dagli zii come primo garzone.
Il ragazzo è finalmente libero, ma continua a vivere di stenti, con la madre, nell’attesa del ritorno del fratello Emilio, gravemente ammalato.
Il romanzo si chiude con un’immagine di morte.
Il racconto in prima persona consente al lettore di immedesimarsi nell’ambiente e di percepire, nell’espressiva spontaneità di una lingua regionale semplice e scabra, i sentimenti del protagonista.
Colpisce, in quest’opera di Fenoglio, la perfetta coerenza degli elementi che la compongono: i caratteri dei personaggi, le passioni, le immagini della natura e l’asprezza del linguaggio, appaiono come momenti inscindibili di un’unica esperienza umana e poetica.


Primavera di bellezza

Il romanzo Primavera di bellezza, pubblicato nel 1959, vince il premio Prato.
Il protagonista è Johnny, un giovane allievo ufficiale “Alto e asciutto, anzi magro, negli occhi il suo punto di forza e di bellezza”.* E’ un’intellettuale, simile allo scrittore, che osserva la realtà con distacco e ironia, consapevole del suo isolamento.
Le riflessioni in lingua inglese, non frequenti in Primavera di bellezza, sottolineano la diversità di chi partecipa all’esperienza mostruosa della guerra senza lasciarsi coinvolgere: per Johnny l’esercito è un “sogno morboso”, mentre solo la natura è reale.
I capitoli del romanzo seguono le vicende del protagonista attraverso tre momenti fondamentali: l’esperienza assurda ed umiliante della vita militare; lo sbandamento dell’8 settembre 1943, vissuto drammaticamente con i compagni in una caserma romana, e il ritorno di Johnny nelle Langhe.
Nel giovane prevalgono la vergogna e la delusione per l’agonia del Paese; ma il ritorno a casa fa emergere nella sua coscienza sentimenti contrastanti: la nostalgia per l’intimità degli affetti, e l’esigenza profonda di operare una scelta civile.
Johnny decide di arruolarsi in una banda partigiana, per reagire, nella sua terra oltraggiata, all’offesa del nemico, e per riconquistare una dignità morale.
Il romanzo si chiude con la morte solitaria del protagonista, vittima di un’imboscata tedesca.

* B.FENOGLIO, Primavera di bellezza, Torino, Einaudi, 1991, p.3.


Un giorno di fuoco

Un giorno di fuoco è il primo libro di Fenoglio pubblicato postumo, nell’aprile del 1963, due mesi dopo la morte dello scrittore.
L’opera, nella sua prima edizione, comprende il romanzo breve Una questione privata e dodici racconti. I primi sei, definiti dall’autore “ del parentado”, sono suggeriti dai ricordi vivi dell’infanzia e dalle vicende narrate, o vissute, dai parenti di Beppe Fenoglio. Degli ultimi sei racconti, scelti dal curatore del libro, due erano già apparsi su riviste; mentre gli altri quattro erano stati lasciati dallo scrittore in stesura completa.
“ Un giorno di fuoco”, il racconto che dà il titolo all’opera, è una storia di cui fu testimone indiretto lo stesso Fenoglio bambino, durante una vacanza nelle Langhe, a San Benedetto Belbo.
Il protagonista è Gallesio di Gorzegno: un uomo solitario, disperato, che combatte la sua guerra contro le istituzioni, convinto, fino al suicidio finale, di poter ottenere giustizia soltanto con la violenza.
L’ambiente ricorda la società contadina de La malora, dominata da un destino che annienta progressivamente tutte le sue vittime.
Gallesio, sfruttato dal fratello, che pretende da lui un considerevole interesse per il denaro che gli ha prestato, vorrebbe sposare una donna ricca, per far fronte all’ingente debito, ma il parroco non lo aiuta e scoraggia la promessa sposa.
Dall’ingiustizia nasce la lucida follia del protagonista: egli “ dà la parola alla doppietta” e, per vendicarsi dei torti subiti, uccide il fratello, il nipote, il parroco e un carabiniere.
Gallesio vive e muore in uno scenario epico, attraverso i racconti e le testimonianze di altri personaggi; ma all’atmosfera leggendaria si oppone, per contrasto, il realismo delle immagini violente suggerite dalla narrazione e soprattutto, la disincantata considerazione finale della zia di Fenoglio: “ tutto il male che capita su queste langhe la causa è la forte ignoranza che abbiamo”.*

*B.FENOGLIO, Un giorno di fuoco, Torino, Einaudi, 1988, p.19


Una questione privata

Una questione privata è secondo Calvino, il libro che dà un senso alla stagione politica e letteraria di un’intera generazione.
Il romanzo, incompiuto, narra la vicenda del partigiano Milton, un giovane studente universitario che, durante un’azione nelle vicinanze di Alba, rivede la villa sulla collina dove era sfollata Fulvia, una ricca ragazza torinese, incontrata quasi due anni prima.
Milton ama Fulvia, ormai lontana: ricorda i momenti trascorsi insieme, le letture e la musica che hanno ascoltato; ma la villa, ora, è immersa in un’atmosfera di spettrale abbandono.
La custode, in un breve colloquio, rivela al giovane gli incontri avvenuti tra Fulvia e Giorgio Clerici, un comune amico. Il racconto suscita nell’animo di Milton un’angoscia profonda; e l’amore per Fulvia, l’amicizia per Giorgio, la gelosia, si fondono in un’unica passione ossessiva: il desiderio di conoscere la verità.
I temi fondamentali di questa storia romantica sono l’amore e la Resistenza; ma il tragico turbamento individuale prevale sulle vicende politiche.
Milton vuole incontrare Giorgio: comincia, quindi, la sua ricerca affannosa, in un paesaggio divenuto ostile per la presenza avvolgente di una fitta nebbia.
Giorgio Clerici è stato catturato dai fascisti e condotto ad Alba.
Milton organizza uno scambio: sequestra un sergente fascista, ma è obbligato ad ucciderlo, perché il prigioniero tenta di fuggire.
Il sospetto del tradimento di Fulvia e l’ansia di conoscere la verità non abbandonano il protagonista del romanzo: Milton decide di tornare alla villa; ma incontra una colonna fascista che lo costringe ad una fuga quasi interminabile, ai limiti della resistenza umana.
L’eroe solitario, ormai estraneo alla realtà che lo circonda, corre fr il cielo e la terra; poi, crolla sotto gli alberi di un bosco che, protettivo, lo accoglie.
Una questione privata è, come afferma Calvino, un racconto “ costruito con la geometrica tensione d’un romanzo di follia amorosa e cavallereschi inseguimenti come l’Orlando Furioso, e nello stesso tempo c’è la Resistenza proprio com’era, di dentro e di fuori, vera come mai era stata scritta, serbata per tanti anni limpidamente dalla memoria fedele, e con tutti i valori morali, tanto più forti quanto più impliciti, e la commozione, e la furia”.*

*I.CALVINO, Il sentiero dei nidi di ragno, Torino, Einaudi, 1971, prefazione, p.22


Il partigiano Johnny

Il partigiano Johnny è una grande opera incompiuta, ispirata alla Resistenza, pubblicata postuma nel 1968, a cura di Lorenzo Mondo.
Del romanzo sono apparse, successivamente, altre due edizioni: la prima, nel 1978, curata da Maria Antonietta Grignani, la seconda, da Dante Isella.
Il protagonista è Johnny, studente di Alba, che, dopo l’8 settembre 1943 ritorna a casa, si nasconde per qualche tempo in collina e matura in sé la decisione di aderire alla lotta partigiana: “ Partì verso le somme colline, la terra ancestrale che l’avrebbe aiutato nel suo immoto possibile, nel vortice del vento nero, sentendo com’è grande un uomo quando è nella sua normale dimensione umana.”*
Anche in quest’opera di Fenoglio sono evidenti gli spunti autobiografici, ma l’intuizione poetica dell’autore supera l’esperienza storica e personale della Resistenza; la lotta partigiana assume la connotazione di una scelta esistenziale assoluta: “ Johnny si sentiva come può sentirsi un prete cattolico in borghese od un militare in borghese: le armi razionalmente celate sotto il vestito, il segno era sempre su lui: partigiano in aeternum.”**
Lo scenario ”romantico” delle Langhe è un mondo “ideale”, dove la natura è partecipe dei sentimenti umani: all’attesa e alla speranza si alternano la paura, la pietà e il dolore, in un paesaggio spesso amico e dolce come le basse colline, ma a volte anche ostile, per la violenza della pioggia e del vento, o per la nebbia impenetrabile.
Johnny, dopo aver combattuto con i partigiani comunisti, raggiunge le formazioni badogliane, dove incontra il tenente Pierre, amico stimato e “compagno di guerra”.
In seguito alla conquista e alla perdita di Alba, i partigiani presidiano le colline fino al momento del massiccio rastrellamento tedesco, che li costringe alla fuga.
Dopo un lungo periodo di solitudine, in un paesaggio ormai gelido, la neve sembra portare con sé nuove immagini di vita.
Johnny incontra i partigiani superstiti e partecipa ad un’ultima azione di guerra, che si conclude tragicamente.
Il romanzo, incompiuto, termina con l’annuncio della pace.
Il partigiano Johnny è un’opera che coinvolge il lettore in una sperimentazione linguistica difficile, ma suggestiva: gli anglismi, i termini arcaici, l’italiano non più dialettale, ma ricco di invenzioni lessicali, e l’inglese a volte arbitrario, rivelano un rapporto vivo e dialettico con la lingua, libero da schemi precostituiti.

* B.FENOGLIO, Il partigiano Johnny, Torino, Einaudi, 1994, p.52
** B.FENOGLIO, op. cit., p.144
.


La paga del sabato

La paga del sabato è un romanzo breve, dedicato al problema dell’inserimento nella società civile dei protagonisti della Resistenza.
Beppe Fenoglio attende la pubblicazione del libro da Einaudi nel 1950; ma l’opera è stroncata dal giudizio negativo di Vittoriani, che suggerisce di estrapolare dal contesto narrativo due racconti: “ Ettore va al lavoro” e “Nove lune”, che appariranno nella raccolta dal titolo I ventitre giorni della città di Alba (1952).
Nel 1969, il romanzo La paga del sabato è pubblicato postumo, nella sua versione originale.
Il protagonista è Ettore, un ex partigiano, incapace di rassegnarsi alle regole e alla monotonia di un lavoro modesto: “ Io non mi trovo in questa vita perché ho fatto la guerra”.*
Ettore desidera un “destino” diverso da quello dei suoi genitori e , pur di sottrarsi alla noia, s’impegna in attività redditizie, ma illecite.
Quando decide di abbandonare gli affari, di lavorare onestamente e di sposarsi, muore per un banale incidente.
Colpiscono, per la drammaticità e l’introspezione psicologica, le pagine dedicate ai dialoghi di Ettore con la madre, che si trasformano in scontri violenti, ma sempre dominati da un amore profondo, inespresso e cupo.
Per Gina Lagorio, La paga del sabato “ è una storia d’impianto neoverista, senza in realtà esserlo.
Ci sono gli elementi consueti, è vero, l’ambiente paesano, una precisa realtà piemontese, c’è la Resistenza e la guerra, motivi presenti, ma sfumati nel ricordo che colora d’inacettabilità il presente, ma c’è, soprattutto, la carica d’umanità di Fenoglio, che scava nei suoi personaggi fino a trovare la loro più fonda verità, che è psicologicamente individuale, ma si carica di nessi e legami universali.”**

* B.FENOGLIO, La paga del sabato, Torino, Einaudi, 1996, pp.9-10
** Gina Lagorio, Beppe Fenoglio, Firenze, La Nuova Italia, Il Castoro, 1972, p.158.



Un Fenoglio alla prima guerra mondiale

Il libro appare, nel 1973, a cura di Gino Rizzo. E’ una raccolta di inediti: comprende i quattro racconti incompiuti dal titolo “ Il paese”, il romanzo incompleto “ I penultimi”, i due racconti “ La licenza” e “ Il mortorio Boeri”, e in fine, “ Un fenoglio alla prima guerra mondiale”, inizio di un’opera non ancora chiaramente delineata.
Ne “ Il paese” emergono i personaggi di quel mondo rurale delle Langhe che soltanto Beppe Fenoglio sa comprendere nei risvolti umani più complessi e nascosti: Paco, l’astuto commerciante di bestiame; il viscido podestà; il medico e i giocatori di pallone elastico.
L’ossessione della “roba”, il commercio, le risse e l’amore, animano l’”epica paesana” di questa società geograficamente delimitata, ma universale per le passioni che si rinnovano nel tempo.
Ne “ I penultimi”, opera ambientata nella prima guerra mondiale, Fenoglio descrive i propri parenti più lontani.
Sembra che alla fine della sua vita lo scrittore voglia ricomporre il rapporto ideale con le generazioni passate, evocando le virtù degli antenati e un’etica di cui si sta perdendo la memoria.
In “ Un Fenoglio alla prima guerra mondiale”, l’Autore ricorda i suoi parenti di Murazzano.
Osvaldo, il protagonista, rifiuta l’idea di andare a combattere: “ Se loro son matti io non lo sono. Per non partecipare a questa matteria sono disposto a tutto, anche a passare per matto”.*
Due mesi dopo la partenza per la guerra, ritorna a casa: è riuscito a convincere tutti di essere completamente sordo.
Il rifiuto della violenza e della guerra è una costante nelle vicende dei personaggi de “ I penultimi” e di “ Un Fenoglio alla prima guerra mondiale”.

* B.FENOGLIO, Un Fenoglio alla prima guerra mondiale, Torino, Einaudi, 1973, p.174)


L’imboscata già Frammenti di romanzo

Il partigiano Milton è il protagonista di Frammenti di romanzo *(1978), libro incompiuto, ma delineato chiaramente nella sua forma essenziale.
Il personaggio è freddo e determinato; compie azioni isolate, ostentando un’evidente superiorità nei confronti dei compagni.
A differenza di Johnny, non prova pietà per il nemico, perché tutte le sue energie sono finalizzate alla riconquista della libertà: “ Credo proprio che una vera pace non ci sia mai stata. Il mondo è sempre stato ammalato ma dopo questa guerra avrà una vera salute, una vera pace, e durerà fino alla fine dei secoli”.**
Milton è implacabile e, pur di uccidere un fascista, ricorre a qualsiasi mezzo: i sentimenti privati non contano.
La maestra Edda, consapevole di aver ceduto alla passione per il tenente Goti, è solo uno strumento di cui il protagonista si serve per attuare la sua vendetta. Egli conquista l’attenzione e l’amore della donna, con l’unico scopo di attuare il suo piano. Ma, tradito da un compagno, viene ucciso: “Milton galleggiava supino, a due metri dall’altra riva, a quindici dal barcone. Un gorgo lo afferrò e lo fece ruotare dolcemente tre volte.”***

* Successivamente (1992) Dante Isella attribuisce a Frammenti di romanzo il titolo L’imboscata.
** B.FENOGLIO, L’imboscata, Torino, Einaudi, 1992, p.170
*** B.FENOGLIO, op.cit., p.178.



L’affare dell’anima

Nel 1978, Einaudi pubblica L’affare dell’anima, una raccolta di testi inediti o apparsi precedentemente su riviste.
In particolare, due racconti, ambientati nelle Langhe, rivelano affinità d’ispirazione e di forma: “ L’esattore” e “ L’affare dell’anima”, che dà il titolo all’opera.
L’esattore è Adolfo Manera di Murazzano, che dopo aver raggiunto l’apice del benessere, non riesce a trasmettere ai figli la sicurezza economica ottenuta con tanta astuzia e perseveranza.
Afredo, il figlio diciassettenne, muore prima di terminare gli studi,: “ Tutto Murazzano ci restò secco,… la gente di Murazzano gli fece una sepoltura senza uguali a memoria d’uomo e avevano le lacrime agli occhi non solo le donne”.*
La figlia Melina, di salute cagionevole, dopo un matrimonio infelice, mette al mondo Apollonia, una bambina amata ed esaltata dal nonno per le sue grazie; ma la nipote, fragile creatura, non riesce ad appagare i sogni di grandezza di Adolfo Manera.
Anche il protagonista de “ L’affare dell’anima”, Davide Manera, vive la sua esistenza in funzione del denaro, con l’unico scopo di trasmettere la ricchezza alla figlia.
Alla fine della sua vita, il destino gli riserva soltanto la solitudine e l’angoscia dei ricordi.
Tuttavia, il racconto non termina tragicamente come “ L’esattore”: il finale è, a sorpresa, ricco di inaspettata ironia. Davide Manera, ormai vicino alla morte, per salvare l’anima, realizza il suo ultimo, geniale affare: “ Avrebbe lasciato tutto alla chiesa, ai preti: si salvava l’anima, pagando questa enormità con una merce che il giorno dopo per lui non valeva più un centesimo”.**
“Come un contenitore che può essere riempito di tanti materiali questa figura tipica fenogliano, grifagna, inaridita dall’avidità, non possiede comunque una sua identità certa ed inconfondibile. Qualunque lettore infatti associa e sovrappone ad essa tratti e vicende di altri racconti.”***

* B.FENOGLIO, “L’esattore”, L’affare dell’anima, Torino, Einaudi, 1978, p.42.
** B.FENOGLIO, op.cit., p.66
*** ELISABETTA SOLETTI, “ Fenoglio: dall’abbozzo al racconto” in AA.VV., Beppe Fenoglio oggi, Milano, Mursia, 1991, p.168.



Appunti partigiani 1944-1945

Il libro Appunti partigiani è pubblicato da Einaudi, a cura di Lorenzo Mondo, nel 1994.
“ Fenoglio ha scritto un racconto di guerra partigiana che si svolge tra i giorni successivi al 2 novembre 1944 ( quando Alba viene ripresa dai fascisti dopo i famosi “ventitré giorni”) e il 23 dicembre”.*
Fra i racconti della Resistenza di Beppe Fenoglio, gli Appunti sono la testimonianza più antica: il testo, scritto su quattro taccuini con l’intestazione “Macelleria Fenoglio Amilcare, piazza Rossetti, Alba”, è firmato “Beppe”, senza cognome, ed è dedicato a tutti i partigiani d’Italia, morti e vivi”.
All’inizio del romanzo, il protagonista, Beppe, abbraccia la madre, prima di ritornare sulle sue colline: “paiono viaggiare con me le colline alla mia destra, che guardano la mia piccola città tenuta da loro”.**
Anche in questo racconto, le Langhe sono nel “cuore” di Fenoglio: lo scrittore ama la sua terra e la vive, in un rapporto mitico, come una madre che protegge i suoi figli e li conduce verso la vittoria finale.***
Beppe si schiera con i partigiani, però coglie con chiarezza tutti i limiti e le debolezze dei suoi compagni, così come, pur combattendo contro i fascisti, dimostra per il nemico quell’umana compassione che denota una particolare superiorità morale ed intellettuale.
Il testo corrisponde ai canoni della letteratura neorealistica, sia per la scelta dei temi, sia per le caratteristiche della lingua dialettale.

* B.FENOGLIO, Appunti partigiani 1944- 1945, Torino, Einaudi, 1994, introduzione, p.VII.
**B.FENOGLIO, op.cit., p.3
*** “ la Langa, la nostra grande madre Langa”. ( B.FENOGLIO, op.cit., p.49)



Quaderno di traduzioni

Nell’ottobre del 2000, l’editore Einaudi pubblica il Quaderno di traduzioni, a cura di Mark Pietralunga.
Il libro è una testimonianza di continuità nella ricerca stilistica di Fenoglio scrittore e traduttore.*
L’interesse per la lingua inglese e per la Letteratura anglo-americana si manifesta quando Beppe Fenoglio frequenta il Liceo “Govone” di Alba: le prime traduzioni risalgono, difatti, al periodo dell’adolescenza.
Il Quaderno di traduzioni comprende alcune poesie di Hopkins che, secondo lo scrittore, “ non fu poeta per necessità e prete d’occasione o per comodo, ma…poeta e prete su un ugual piano di necessità”.**
La contemplazione della natura è, nelle liriche di Hopkins, la scoperta originale e solitaria dell’immagine di Dio; la poesia è la manifestazione più autentica della preghiera.
Fenoglio ricorda Hopkins, nel suo diario, non parlava di sé, ma ritraeva insolite immagini nelle nubi, e annotava: “…molte nuvolette leggere dopo la pioggia…Un bel tramonto, gran campo d’oro; lungo l’orizzonte una processione di nubi a grumi e grappoli, rosee infarinate di viola…una splendida enorme nube color sangue…”***
Ne La ballata del vecchio marinaio del poeta romantico Coleridge, Fenoglio coglie, come afferma Gorlier, il fascino dell’” incontro tra elemento realistico ed elemento sovrannaturale”.****
Lo scrittore affronta anche temi popolari, soprattutto nella traduzione dell’Antologia di Spoon River del poeta statunitense E.L.Masters.
I cori dell’Assassinio nella cattedrale di Eliot consentono a Fenoglio di sperimentare, nel rapporto fra poesia e teatro, anche la dimensione del dramma, sul modello della tragedia greca.
Il Quaderno di traduzioni comprende, inoltre, la poesia “ Evelyn Hope” di Robert Browning, citata nel romanzo Una questione privata, alcune liriche di John Donne, e la traduzione di te poesie da Verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Cesare Pavese.

* “La pratica del tradurre era il tirocinio fondamentale per la sua faticosa e sofferta ricerca di lingua e di stile”. ( Mark Pietralunga, Introduzione a B.FENOGLIO, Quaderno di traduzioni, Torino, Einaudi, 2000, p.VIII)
** B.FENOGLIO, Quaderno di traduzioni, Introduzione di Fenoglio alle sue traduzioni da Gerard Manley Hopkins, Torino, Einaudi, 2000, p.262)
*** B.FENOGLIO, op.cit., p.263
**** CLAUDIO GORLIER, Prefazione a S.T.COLERIDGE, La ballata del vecchio marinaio, Traduzione di Beppe Fenoglio, Torino, Einaudi, 1964, p.8
***** B.FENOGLIO, Una questione privata. I ventitré giorni della città di Alba, Torino, Einaudi, 1990, p.8

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