 |
|
 |
|
|
|
 |
|
|
Paese elettivo di Fenoglio, che lo accolse come uno dei suoi figli e ne fu ricambiato con forti amicizie, San Benedetto Belbo fu anche il luogo dell’ispirazione più feconda e osservatorio sulle Langhe. Lo scrittore vi scrisse molte delle sue pagine più belle.
|
|
|
 |
|
|
A San Benedetto Belbo sono ambientati la maggior parte dei racconti di Langa: "Superino", "Nella valle di San Benedetto" (l’unico a sfondo partigiano), "L’affare dell’anima", "Il signor Podestà", "Un giorno di fuoco", "Il paese", "Pioggia e la sposa", "L’apprendista esattore", "Il gorgo", oltre ai continui riferimenti ne "La Malora".
Le dimensioni contenute del paese e il suo aspetto selvatico sono alla base del fascino esercitato sullo scrittore.
|
|
|
 |
|
|
Con ciò era entrato in paese. A parte sapesse da sempre che erano nove case, due chiese e un porticato, a parte quella wilderness oggi gli convenisse particolarmente, non potè fare a meno di raggrinciarsi nelle spalle e dirsi tra i denti: “Che podestà sei, Antonio Fresia! Sei il podestà del deserto!
Beppe Fenoglio
da "Il signor podestà"
|

|
|
|
 |
|
 |