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Il laboratorio di Nuto del Salto

La casa di Nuto del Salto, Santo Stefano Belbo,

C’è Nuto, il mio amico del Salto, che provvede di bigonce e di torchi tutta la valle fino a Camo.

Cesare Pavese
da "La luna e i falò"




La casa del Salto vista dallo stradone

La casa del Salto, Santo Stefano Belbo

Certe volte scappavo sullo stradone fino alla casa del salto, nella bottega del padre di Nuto. Qui c’erano già tutti quei trucioli e quei gerani che ci sono ancora adesso. Qui, chiunque passasse, andando a Canelli o tornando, si fermava a dir la sua, e il falegname maneggiva le pialle, maneggiava lo scalpello o la sega, e parlava con tutti, di Canelli, dei tempi di una volta, di politica, della musica e dei matti, del mondo.

Cesare Pavese
da "La luna e i falò"




La casa del Salto, sede della falegnameria "Scaglione"

La casa del Salto, Santo Stefano Belbo

Nella casa del Salto lui lavorava già con suo padre; lo vedevo al banco ma senza grembiale. Stava poco a quel banco. Era sempre pronto a tagliar la corda, e si sapeva che andando con lui non si facevano soltanto giochi da ragazzi, non si perdeva l’occasione – capitava qualcosa ogni volta, si parlava, s’incontrava qualcuno, si trovava un nido speciale, una bestia mai vista,s’arrivava in un posto nuovo – insomma era sempre un guadagno, un fatto da raccontare. E poi, a me Nuto piaceva perché andavamo d’accordo e mi trattava come un amico. Aveva già allora quegli occhi forati, da gatto, e quando aveva detto una cosa finiva : <Se sbaglio, correggimi>.

Cesare Pavese
da "La luna e i falò"