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Il paesaggio è il teatro della poesia pavesiani, un paesaggio composito e ricco di elementi antropici, agrari e naturalistici.
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La campagna è un paese di verdi misteri
al ragazzo, che viene d’estate.
Cesare Pavese
da "Lavorare stanca" - Il Dio Caprone
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Fa un sole su questi bricchi, un riverbero di grillaia e di tufi che mi ero dimenticato. Qui il caldo più che scendere dal cielo esce da sotto dalla terra, dal fondo tra le viti che sembra si sia mangiato ogni verde per andare tutto in tralcio. E’ un caldo che mi piace, sa un odore: ci sono dentro anch’io a quest’odore, ci sono dentro tante vendemmie e fienagioni e sfogliature, tanti sapori e tante voglie che non sapevo più d’avere addosso.
Cesare Pavese
da "La luna e i falò"
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E di nuovo, guardandomi intorno, pensavo a quei ciuffi di piante e di canne, quei boschetti, quelle rive tutti quei nomi di paesi e di siti là intorno - che sono inutili e non danno raccolto, eppure hanno anche quelli il loro bello ogni vigna la sua macchia e fa piacere posarci l’occhio e saperci i nidi. Le donne, pensai, hanno addosso qualcosa di simile.
Cesare Pavese
da "La luna e i falò"
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Una strada e un canneto sono cose comuni, per lo meno da noi, ma avvistati così in lontananza sotto una cresta e sapendo che dietro ci sono altre creste altri canneti e per quanto si passi tra loro ne restano sempre dove noi non andremo e qualcuno c’è stato e noi no ecco questo pensavo ascoltando la Sandiana. Invidiavo mio padre ch’era stato in tanti luoghi e aveva fatto quelle strade e quelle creste giorno e notte.
Cesare Pavese
da "Racconti", vol. II, "Storia segreta"
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