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Bricco di Montedelmare
Fu Il luogo in cui Lajolo ebbe il primo contatto con la Resistenza e dove divenne il comandante Ulisse della lotta partigiana, liberando i paesi intorno a Nizza Monferrato, che lo scrittore chiama con affetto la mia capitale.

Vinchio: Casotto Montedelmare

Sulla collina di Montedelmare, a Vinchio, i boschi sono verdi. Sono boschi di castagno. Circondano la zona delle vigne. Il silenzio è rotto soltanto dal canto di un merlo che sta nell’ombra delle foglie. Mi siedo sotto la “toppia”. I grappoli d’uva mi penzolano sulla testa. Nel primo filare le pesche rosse m’invitano alla delizia. I pensieri cavalcano i monti e le colline. Il fatto di poter pensare a ruota libera è tra le cose più belle. L’erba è disseccata al sole. Il mio cane, Febo, ha corso per tutta la strada e ora, all’ombra, lascia penzolare la lingua fino a terra. Mi guarda con occhi liquidi. L’amicizia tra uomo e cane è senza tradimenti. Una farfalla bianca trema nell’aria come ferma. Dal bosco sale un profumo di menta nel vento leggero. Attraverso quattro filari e scorgo ai margini del bosco una contadina che taglia la menta. Mi vede, mi saluta. “Perché raccogliete la menta?” “È buona per fare un decotto che guarisce tante malattie”. Torno all’ombra del pergolato. Febo è intento ad inseguire una lucertola che gli sfuggirà.

Davide Lajolo





Fiorirono i biancospini. Venne l’ora X, scattarono i giorni della Liberazione. Anche i peschi e i mandorli erano fioriti. Le fucilate non ne disperdevano più la cipria bianca e rosa, nella prima notte di calma e di silenzio un intenso profumo si allargava sulle colline. Combattendo avevamo ripulito le vergogne individuali e collettive. Tornava l’arcano della poesia.

Davide Lajolo