La morte ha lo stesso richiamo della vita. Laggiù appena discosto dal paese, s’alza il cimitero con le mura coperte di rose, lo incornicia il verde, non c’è assedio di morte. Sotto quel cielo, sotto i rami dell’olmo, nel concerto degli uccelli, morte e vita hanno lo stesso nascere e morire nello stesso attimo. Anche Rosetta, quando si soffermava qualche istante con gli occhi chiusi, ripeteva a tutti che era certa di rinascere. È con questa convinzione che è partita, senza un lamento, una scialba mattina di settembre, senza salutare nessuno, la vita e la morte debbono essere questo: l’una non uccide l’altra perché entrambe sono immortali.