<< indietro | avanti >>
I mercati - 1) L'ala del mercato

Bra, l'ala del mercato

Lei e il suo innamorato Nino avevano smesso di incontrarsi sull'Ala, che è quella lingua di cemento aperta sul vuoto della piazza della Rocca , perché le vecchie dietro le persiane a furia di vederli passeggiare su e giù, dall'angolo del Municipio fino al fondo dell'Ala, mentre faceva sera, si erano messe in testa chissà cosa e una dopo l'altra andavano a inventar storie a sua madre.

Giovanni Arpino
da "Regina di cuoi" (Solo una sera)




I mercati - 2) Il mercato dei buoi

Bra, il mercato dei buoi

La circonvallazione gira attorno al paese come un nastro e ci passano i camion delle verdure e delle pelli che di notte viaggiano verso Torino, cambiando marcia alla curva in lieve salita. A sinistra dà sulla pianura e su tante case nuove fatte alla svelta da gente che in paese non ha più trovato posto. A metà l'asfalto si apre in una piazza con la tettoia dov'è il mercato delle bestie e dove i parenti degli alpini vengono a trovare i soldati usciti dalla caserma, e gli portano bottiglie e notizie e si appoggiano ai paletti di cemento sotto la tettoia a parlare, stappando in fretta la prima bottiglia.

Giovanni Arpino
da "Regina di cuoi" (Solo una sera)





Dai vetri della finestra si vedeva la grande piazza delle bestie, con la tettoia e pilastrini bianchi e la curva d'asfalto della circonvallazione. Alpini per tre nelle tute colorate camminavano su e giù per la piazza, e c'era il sole, diritto e pulito nelle pozzanghere. Frugando in tasca Talin riuscì a trovare una cicca e accese.

Giovanni Arpino
da "Regina di cuoi" (Il "via")




Bra, il mercato dei buoi in una foto d'epoca

Per i contadini il vero Capodanno viene appena la neve s'è sciolta, a marzo, e la Pasqua è all'uscio. E' il tempo delle nozze , dei cappelli nuovi di paglia, delle bestie trattate sui mercati. E sulle piazze della provincia di Cuneo, a Mondovì, Carmagnola, Saluzzo, Alba, cominciano le discussioni sulle corde, i trattori, le sementi, i buoi, fa freddo ancora nelle mattine e i paesani stanno radunati sotto i portici e nel centro della piazza con le mantelle indosso e la faccia liscia e sbarbata del giorno di mercato.

Giovanni Arpino
da "Storie dell'Italia minore"
(Il contratto di marzo)